Il presidente della Repubblica Mattarella ha ricordato Aldo Moro nel centenario della nascita, definendone la figura politica e rigettando l’immagine di conservatore: ‘Lo animava una forte spinta all’innovazione – ha detto – Per lui immutabilita’ avrebbe significato compiere una rinuncia’. Moro, ha ricordato ancora il capo dello Stato, cerco’ sempre ‘un dialogo permanente e rispettoso tra le forze politiche’ ed anche in Europa era portatore di una ‘vocazione all’intesa’ che contribui’ ‘ad attribuirgli l’immagine del mediatore’.
“Lo sforzo di comprensione e di integrazione” era, a giudizio di Moro, “più che necessario, connaturato alla politica, perché, senza di esso, questa sarebbe stata incapace di autonomia e di autorevolezza”, ha detto Mattarella. “In equilibrio tra i limiti delle circostanze della storia, il realismo del possibile e la carica di inappagamento che spinge verso il futuro – ha continuato il capo dello Stato – gli stava a cuore che le scelte annunciate trovassero effettiva attuazione e, quindi, nel tempo e con le modalità che consentissero di realizzarle davvero, con la maturazione necessaria per consolidare il consenso intorno ad esse. Rifuggiva, proprio per questa ragione, da annunci fine a se stessi, da gesti plateali che avrebbero sfiorato la realtà in modo illusorio, senza riuscire a incidervi”. Anche alla Assemblea Costituente, ha ricordato Mattarella, era stata espressa l’idea di Moro della “necessità di dover procedere alla costruzione di una “casa comune” per la nuova democrazia italiana: la Costituzione, con le convergenze necessarie. Disse, alla Costituente: “Se nell’atto di costruire una casa comune, nella quale dobbiamo ritrovarci ad abitare insieme, non troviamo un punto di contatto, un punto di confluenza, veramente la nostra opera può dirsi fallita””. Mattarella non ha dubbi, “si trattava di una concezione sostanziale delle norme della Costituzione – soprattutto di quelle della sua Prima Parte – che auspicava unità delle forze politiche sui valori di base, senso comune delle istituzioni, coesione sociale. Con una salda convinzione sugli orientamenti di fondo della sua azione: la liberazione dell’uomo, dai bisogni, dall’emarginazione, dalle insicurezze. Anche in quella sede – ha concluso Mattarella – Moro manifestava l’attitudine a perseguire con tenacia i propri obiettivi, attraverso una mediazione intesa come raccordo più alto; e inclusivo delle ragioni dell’interlocutore”.