Un maxi cyber-attacco con il quale sono stati rubati i dati di mezzo miliardo di persone. Yahoo! conferma di essere stata vittima di un attacco informatico di imponenti proporzioni e che potrebbe essere stato condotto da un hacker sponsorizzato da uno Stato straniero. Vittima dei pirati informati anche la First lady Michelle Obama, il cui passaporto finisce online insieme con e-mail personali di alcuni dipendenti della Casa Bianca che hanno lavorato per la campagna presidenziale di Hillary Clinton.
Attacco hacker a Yahoo. La societa’ si appresta a confermare un imponente cyberattacco che ha esposto le informazioni di alcune centinaia di milioni di persone. Lo riporta Recode, citando alcune fonti, secondo cui la violazione e’ stata ampia e seria. Yahoo! dovrebbe annunciare l’ attacco nei prossimi giorni.
Centinaia di milioni di account Yahoo sarebbero stati violati dagli hacker. La scrive il sito specializzato Recode, anticipando che la notizia dovrebbe essere confermata entro questa settimana dallo stesso gigante del web. Yahoo finora non ha voluto rilasciare commenti. La portata dell’attacco informatico non è stata resa nota nei suoi dettagli dalle fonti che hanno rivelato la notizia, ma si tratterebbe di un attacco molto esteso e di grave entità Già all’inizio dell’estate Yahoo aveva riferito che era in corso un’indagine su un attacco nel quale un hacker noto con l’appellativo di “Peace” rivendicava di aver violato 200 milioni di account, per poi rivendere le credenziali degli utenti online. La conferma della notizia anticipata da Recode potrebbe avere delle conseguenze sulla vendita per 4,8 miliardi di dollari delle attività di Yahoo a Verizon, con ripercussioni sul valore della transazione.
I problemi per Marissa Mayer non sembrano finire mai. Il sesto amministratore delegato di Yahoo in due decenni, arruolato quattro anni da Google per rilanciare il gruppo senza riuscirci, ora deve fare i conti con gli hacker. Gli account di centinaia di milioni di utenti potrebbero essere stati violati, cosa che rischia di avere implicazioni non da poco sulla cessione degli asset core di Yahoo a Verizon. Il colosso delle tlc lo scorso luglio ha messo sul piatto 4,8 miliardi di dollari per attività di Yahoo che comprendono – tra gli altri – il servizio email, la piattaforma per immagini Flickr e il blog Tumblr. Secondo il sito Recode, il gruppo di Sunnyvale, California, questa settimana dovrebbe confermare l’intrusione di pirati informatici. La loro azione potrebbe essere – a detta di una fonte sentita da Recode – “tanto brutta, o peggiore” di quella su cui Yahoo a inizio agosto stava indagando. Allora un hacker che si faceva chiamare “pace” aveva messo in vendita sul dark web circa 200 milioni di account Yahoo. Quello stesso pirata informatico pare avesse fatto altrettanto in precedenza con data rubati da MySpace e LinkedIn. Era stato lui stessoi ad avere riferito al sito tecnologico Motherboard che le informazioni relative agli utenti Yahoo risalivano probabilmente al 2012 e che includevano username, password, data di nascita e indirizzo email alternativo.
All’epoca Yahoo disse di essere a “conoscenza di quanto riportato. Siamo impegnati a proteggere la sicurezza delle informazioni dei nostri utenti e prendiamo seriamente quanto riferito”. Il gruppo che ha preso forma in una stanza della Stanford University nel 1994 e successivamente diventato un colosso Internet poi tramontato non invitò gli utenti a modificare la password. Questa volta potrebbe essere costretto a farlo anche se – secondo la fonte di Recorde – è un po’ tardi. Intanto Yahoo si appresta a cambiare definitivamente pelle. I rappresentanti dell’azienda e di Verizon, scrive Recode, hanno iniziato a vedersi regolarmente per procedere con l’acquisizione. La transazione necessita del via libera delle autorità e degli azionisti di Yahoo. Presupponendo che gli ok arrivino, la nuova Yahoo – che cambierà nome – controllerà semplicemente la sua partecipazione nel colosso cinese dell’ecommerce Alibaba e quella in Yahoo Japan, posseduta insieme alla giapponese SoftBank. La prima, pari al 15%, valeva circa 32 miliardi al momento dell’annuncio della transazione mentre la seconda, pari al 35,5%, valeva circa 9 miliardi. In Yahoo restano anche investimenti minori, la liquidità e i brevetti non core chiamati Excalibur che il gruppo sta cercando di vendere per oltre un miliardo di dollari. Quei brevetti risalgono al 1996, anno dell’Ipo di Yahoo, e spaziano del commercio elettronico alla ricerca su web fino alla pubblicità online.