SUL CASO DI ANGELA CARINI: “NON ERA UNA GARA AD ARMI PARI, COSI’ NON SI TUTELANO LE ATLETE”
Giorgia Meloni ha chiuso la missione in Cina a Shanghai, capitale economica del Paese, dove sono presenti1200 imprese e l’interscambio Shanghai-Italia vale circa il 20% del totale con il Paese del Dragone. “Il nostro obiettivo è rafforzare la cooperazione economica, commerciale, culturale, scientifica e farlo in un’ottica anche di riequilibrio dei nostri rapporti”, ha detto la premier incontrando il segretario del Comitato municipale di Shanghai del Partito comunista cinese Chen Jining.
Il colloquio con Xi si è concentrato sulle tematiche di politica internazionale. Un confronto “franco” e “trasparente”, ha detto Meloni. Sull’Ucraina, la premier ha rivendicato di essere stata “abbastanza chiara” nel porre la questione dell’aiuto di Pechino a Mosca. “Penso – ha spiegato – che la Cina non abbia alcuna convenienza in questa fase a sostenere la capacità industriale russa. Anche se come sappiamo non interviene direttamente è evidente che questo crea una frizione”. Anche per quanto riguarda il Medio Oriente Meloni ha auspicato un ruolo di Xi per cercare una soluzione di pace.
Meloni è ripartita per Parigi, per un saluto agli atleti italiani alle Olimpiadi, a Casa Italia. Poi il rientro a Roma, dove nei prossimi giorni terrà banco il dossier delle nomine Rai.
Sul ritiro della pugile italiana Angela Carini, chiamata ad affrontare l’algerina Imane Khelif, che ha un tasso di testosterone più elevato della norma, Meloni ha commentato: «Non era una gara ad armi pari, così non si tutelano le atlete». E ha aggiunto: «Penso che bisogna fare attenzione, nel tentativo di non discriminare, a non discriminare in un altro modo. Da anni tento di spiegare che alcune tesi portate all’estremo rischiano di impattare soprattutto sui diritti delle donne. Io penso che atleti che hanno caratteristiche genetiche maschili non debbano essere ammessi alle gare femminili e non perché si voglia discriminare qualcuno, ma per tutelare il diritto delle atlete di poter competere ad armi pari. Ringrazio Angela Carini, chiaramente, per come si è battuta. Si è ritirata perché i colpi erano troppo forti. Mi dispiace ancora di più».
La premier è intervenuta anche su X con un post rivolto a Carini: «So che non mollerai, Angela, e so che un giorno guadagnerai con sforzo e sudore quello che meriti. In una competizione finalmente equa».