La presidente del Consiglio Giorgia Meloni lancia una mossa a sorpresa dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, annunciando che la maggioranza presenterà una mozione per il riconoscimento dello Stato di Palestina. La proposta, tuttavia, è vincolata a due condizioni essenziali: il rilascio di tutti gli ostaggi e l’esclusione di Hamas da qualsiasi ruolo di governo a Gaza.
Parlando ai giornalisti a margine dei lavori, Meloni ha spiegato che la sua intenzione è quella di fare chiarezza e mettere alla prova le opposizioni, che da tempo incalzano il governo su questo tema. La premier ha ribadito che, a suo avviso, un riconoscimento senza uno Stato con i requisiti di sovranità non risolverebbe i problemi, ma ha accettato l’idea che possa essere uno “strumento di pressione politica”. A patto, però, che la pressione sia su Hamas, definito il principale ostacolo alla pace. “Spero che un’iniziativa del genere possa trovare anche il consenso dell’opposizione”, ha aggiunto la premier, “non trova sicuramente il consenso di Hamas, non trova magari il consenso da parte degli estremisti islamisti, ma dovrebbe trovare consenso nelle persone di buon senso”.
L’annuncio di Meloni ha immediatamente scatenato la reazione delle opposizioni. Angelo Bonelli, leader di Alleanza Verdi e Sinistra (AVS), ha respinto la proposta come “ipocrita”, sostenendo che la premier “non condanna l’orrore della pulizia etnica”. Bonelli ha confermato che il Partito Democratico (PD), AVS e il Movimento 5 Stelle (M5S) stanno già lavorando a un documento unitario in vista delle comunicazioni del ministro degli Esteri Antonio Tajani, attese per il 2 ottobre. Le scintille tra maggioranza e opposizione si sono viste anche alla Camera, dove la tensione su Gaza si è unita a quella per gli scontri avvenuti a Milano.
Nel suo discorso a New York, Meloni ha trovato molti punti in comune con l’ex presidente Donald Trump, che nel suo intervento ha definito l’ONU un organismo “che non risolve problemi” e ha attaccato l’Europa per la “follia” del Green Deal e l'”invasione” dei migranti. “Ho condiviso molte cose che ha detto Trump”, ha dichiarato Meloni, precisando di essere d’accordo sulla critica a un “certo approccio ideologico al Green Deal” che stava “minando la competitività” e sulle posizioni in materia di immigrazione.
Unico punto di disaccordo è stata la visione di Trump su un’Europa “ipocrita” nei confronti dell’Ucraina per l’acquisto di petrolio russo. Meloni ha respinto l’accusa, sottolineando la necessità di un’azione congiunta tra Europa e Stati Uniti per una “pace giusta e duratura” a Kiev.