“Non abbiamo parlato di questioni di partito, abbiamo chiuso tutto lunedi’ scorso a Bruxelles. Ho reso chiaro che noi seguiamo una politica nazionale, gli interessi nazionali, non possiamo fare parte di una famiglia politica di cui fanno parte un partito romeno che e ‘anti-ungherese e quindi questa e’ la nostra posizione, molto chiara Noi non possiamo aderire a una fazione simile, siamo stati d’accordo lunedi’ anche a ribadire che nonostante cio’ ci impegniamo tutti alla cooperazione, alla collaborazione, al rafforzamento. della collaborazione tra i partiti di destra europei senza fare parte della stessa fazione”.Così il premier ungherese, Viktor Orban , al termine del suo incontro a Palazzo Chigi con la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. Orban è tornato a criticare anche la suddivisione dei top jobs tra i tre partiti: popolari, socialisti e liberali. “La Commissione prima aveva un ruolo di guardiano dei trattati, era neutrale. Dal 2014 e’ iniziato un processo in cui la Commissione ha assunto un ruolo diverso, di non neutralita’. E la situazione e’ sempre peggiorata. Ora ci sono tre partiti che formano una coalizione, dividono i top jobs europei. Non coinvolgono gli altri e questa filosofia non corrisponde alla collaborazione europea. Prendono delle decisioni di politica europea a livello partitico e quindi ci sara’ una maggioranza e una minoranza, un governo e un’opposizione. Ma il progetto dell’Unione europea, quando l’hanno inventata, non era questo era di coinvolgere tutti, grandi e piccoli. Non si può permettere che un qualsiasi Paese si possa sentire nell’Unione europea in minoranza, essere all’. opposizione”, ha sottolineato. “Questo patto partitico della divisione dei top jobs noi come Ungheria non possiamo sostenerlo”, ha ribadito.
L’Italia sostiene “pienamente” l’Ungheria per le sue priorita’ nella presidenza di turno dell’Ue, che iniziera’ a luglio, a partire dalla sfida demografica. Così Giorgia Meloni, che sull’Ungheria afferma, è un “importante partner europeo e nostro prezioso alleato, anche in ambito Nato”. Il premier ungherese è stato ricevuto dal presidente del Consiglio nell’ambito di un tour di visite nelle capitali europee. Meloni ha sottolineato che la demografia “e’ una delle precondizioni per costruire una Europa forte, che sa tornare a essere protagonista nel mondo”. “La denatalita’ e’ un problema che colpisce tutto il continente”, e “se non affrontiamo insieme questa sfida e non invertiamo questa tendenza, nel medio e lungo periodo i nostri sistemi economici, sociali, di welfare diventeranno insostenibili e per questo abbiamo sempre considerato che su questa materia si dovrebbe lavorare insieme”. Anche per quanto riguarda il “governo dei flussi migratori Italia e Ungheria si trovano d’accordo”, in particolare “sul fatto che va consolidato il nuovo approccio europeo che si e’ sviluppato in questi mesi, anche su impulso dell’Italia, e che si basa su alcuni pilastri, ovvero la difesa dei confini esterni e la lotta ai trafficanti, l’impegno a costruire un nuovo modello di cooperazione e di partenariato con i paesi di origine”, ha detto la premier.