Migliaia di persone hanno sfilato per le vie di Roma in una manifestazione imponente contro il riarmo europeo, alla quale hanno partecipato i leader del Movimento 5 Stelle e di Alleanza Verdi e Sinistra (AVS). Gli organizzatori, il comitato promotore della manifestazione, hanno stimato la presenza di “oltre 100mila” partecipanti.
Giuseppe Conte, leader del M5S, ha dichiarato con fermezza che “c’è un popolo, la stragrande maggioranza, che dice che la corsa al riarmo è una follia”. Nonostante l’assenza della segretaria Elly Schlein, impegnata in Olanda per un vertice dei progressisti europei, alcuni esponenti del Partito Democratico hanno partecipato a titolo personale, evidenziando una spaccatura interna al partito sulla questione.
Il Segretario di Stato Vaticano, Cardinale Pietro Parolin, ha commentato positivamente la mobilitazione, affermando che “la piazza contro il riarmo? Un bene ci sia”.
Parallelamente al corteo contro il riarmo, un’altra manifestazione dei movimenti pro-Palestina ha sfilato tra slogan diretti contro la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e contro Israele.
Nonostante una certa frammentazione tra le forze di sinistra in piazza, un fronte comune si è compattato sulla richiesta al governo di revocare il memorandum d’intesa con Israele nel settore militare e della difesa. Una mozione congiunta, targata PD-M5S-AVS, chiede la “sospensione di qualsiasi forma di cooperazione militare con Israele”.
La base di questa richiesta, come specificato nel testo della mozione, è legata ai “crimini contro l’umanità a Gaza” e ai “piani di annessione coloniale della Cisgiordania”. La palese unità su questo punto evidenzia una crescente pressione politica per una revisione delle relazioni militari con lo Stato di Israele alla luce della crisi in Medio Oriente.