L’Onu si impegna a un aumento di 4,5 miliardi di dollari di finanziamenti umanitari nel 2017. E Obama annuncia che in 50 nazioni si raddoppiera’ l’accoglienza, arrivando a 360mila unita’. Renzi ringrazia il presidente Usa e bacchetta l’Ue: “ha fatto troppo poco” nel Mediterraneo.
Cinquanta Paesi si sono impegnati ad accogliere 360mila rifugiati quest’anno, raddoppiando il numero totale dello scorso anno. Lo ha annunciato il presidente degli Stati uniti Barack Obama nel corso dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite. Obama ha aggiunto che in particolare Germania e Canada hanno aperto i loro confini a coloro che fuggono dalla guerra in Siria e da altri conflitti. “Stiamo affrontando una crisi di proporzioni epiche. Non possiamo chiudere gli occhi o girare le spalle. Sbattere la porta in faccia a queste famiglie sarebbe un tradimento dei nostri valori più profondi”, ha dichiarato Obama. I Paesi coinvolti nello sforzo per aiutare i migranti e i rifugiati si sono impegnati anche a aumentare il livello di aiuti e di fondi per le organizzazioni umanitarie, con 4,5 miliardi in più rispetto al 2015.
L’Italia accetta la sfida lanciata da Barack Obama visto che “staremo sempre dalla parte della democrazia, dei valori, degli ideali, con la concretezza di chi ha il grande sogno di fare della politica un’attivita’ nobile e concreta assumendosi in toto il senso di una sfida che dalle nostre parti chiamiamo umanita’”. Il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, conclude cosi’ la sua due giorni alle Nazioni Unite, parlando dall’assemblea generale, l’ultimo capo di stato del primo giorno, con un discorso fortemente simbolico. Il premier cita il mito di Enea, come metafora dell’Italia di oggi. L’eroe infatti “si mette in viaggio con il padre sulle spalle, segno di una generazione che non ha paura delle proprie responsabilita’ e assicura al figlio Ascanio la possibilita’ di continuare a vivere e fondare la grande storia di Roma”. Ma soprattutto Enea e’ portatore di pietas, “quell’umanita’ che fa di una comunita’ una comunita’”. Certo, continua Renzi, il mondo e’ pieno di minacce (dal terrorismo, ai cambiamenti climatici fino alle catastrofi naturali come quella di Amatrice), ma l’Italia guarda al “futuro con speranza, seguendo la strada della speranza”, continua il presidente del Consiglio.
Per Renzi sono tre le sfide per il 2017: quella del consiglio di sicurezza dell’Onu (l’Italia sara’ membro non permanente per il 2017 e 2018 insieme all’Olanda), quella dell’Europa per il 60esimo anniversario dalla firma dei trattati a Roma, e infine quella del G7 a Taormina, dove il capo del Governo assicura si parlera’ di Mediterraneo e di come investire nello sviluppo della Regione. Proprio il Mediterraneo e la questione migranti sono stati al centro dei colloqui di questi giorni di Renzi a New York, insieme al futuro dell’Europa, sul quale il presidente non ha evitato di lanciate stoccate alla Germania e al piano di austerita’. Ma il premier, come Obama, vuole chiudere con parole di speranza. Anche sull’Europa. “Tra qualche settimana vedranno per la prima volta una missione europea arrivare su Marte, una missione guidata dall’Italia: e’ il segno della ricerca che fa dell’Europa il luogo non solo delle tecnocrazie ma anche del futuro”, ha concluso.