Lo scontro tra il Governo e la magistratura si arricchisce di un nuovo, durissimo capitolo. Mentre Giorgia Meloni è impegnata a gestire la crisi internazionale in Iran, il fronte interno si infiamma sul Protocollo Italia-Albania, a pochi giorni dal referendum che investe proprio le politiche migratorie.
Durante le comunicazioni alla Camera, la Premier ha usato parole pesantissime contro la Corte d’Appello di Roma, rea di non aver convalidato il trattenimento nel CPR di Gjader (Albania) per alcuni cittadini nordafricani.
- I casi citati: Meloni ha evidenziato come tra i migranti “liberati” vi siano soggetti con condanne (già scontate) per reati gravi: violenza sessuale di gruppo, violenza su minori, spaccio di droga e associazione a delinquere.
- La tesi del Governo: Secondo la Premier, queste persone utilizzano la richiesta di protezione internazionale in modo “strumentale” per evitare l’espulsione, e il blocco dei giudici sarebbe in contrasto con le linee guida europee che, a suo dire, avallano il modello Albania.
2. LA POSIZIONE DEI GIUDICI: IL DUBBIO DI LEGITTIMITÀ
La Corte d’Appello di Roma motiva le proprie decisioni non con una valutazione sul merito dei reati, ma con questioni di diritto procedurale e comunitario:
- Rinvio alla Corte UE: I magistrati hanno sollevato dubbi sulla compatibilità della legge di ratifica del patto con l’Albania rispetto alle direttive europee. Il caso è stato rinviato alla Corte di Giustizia dell’Unione Europea (CGUE).
- Il diritto a rimanere: I giudici richiamano l’Art. 9 della direttiva UE, secondo cui un richiedente asilo ha il diritto di restare nel territorio dello Stato membro (o sotto la sua giurisdizione) finché non viene presa una decisione definitiva sulla sua domanda.
3. LA REPLICA DEI LEGALI: “MELONI NON HA LETTO LE SENTENZE”
L’avvocata Michela Casorelli, che assiste alcuni dei migranti coinvolti, ha risposto per le rime alla Premier:
“È evidente che Meloni parla di sentenze che non ha mai letto. I giudici si sono limitati ad attendere la decisione della Corte di Giustizia Europea, prevista per giugno.”
IL QUADRO DELLO SCONTRO
| Punto di vista | Argomentazione Principale |
| Governo (Meloni) | Il patto è legittimo; i giudici liberano criminali pericolosi per “pregiudizio ideologico”. |
| Magistratura | Il trattenimento in un paese terzo (Albania) solleva dubbi di conformità con il diritto UE; serve il parere della CGUE. |
| Difesa Legale | Si tratta di una sospensione tecnica obbligatoria in attesa della sentenza europea di giugno. |
IL CONTESTO REFERENDARIO
Questo scontro avviene in un clima di estrema tensione, dato che tra circa dieci giorni gli italiani saranno chiamati alle urne per una tornata referendaria che tocca anche i temi della giustizia e della gestione dei flussi migratori. La “liberazione” di soggetti condannati per violenza sessuale è diventata immediatamente un tema centrale della campagna elettorale del centrodestra.