CAMPO DALL’ORTO, FINCHE’ CI SONO LE CONDIZIONI IO VADO AVANTI
I contratti degli artisti non sono inclusi nell’applicazione della legge che fissa un tetto ai compensi alla Rai. Lo precisa una lettera del ministero inviata questa mattina all’azienda, nella quale si cita anche il parere dell’avvocatura dello Stato. L’azienda, osserva pero’ il ministero, non e’ esonerata dal dovere di individuare i criteri per determinare i compensi, valutando i casi esentati dal tetto. Il Dg Campo Dall’Orto intanto resiste alle pressioni e alle polemiche e assicura: ‘Finche’ ci sono le condizioni per portare avanti il mio progetto io vado avanti’.
I contratti di prestazione artistica non sono inclusi nel perimetro di applicazione del limite ai compensi Rai previsto dalla legge. E’ quanto precisa, secondo quanto si apprende, la lettera inviata dal Mise alla Rai, nella quale si richiama il parere della Avvocatura dello Stato. Il Ministero precisa che cio’ non esonera la Rai dal dovere di individuare i criteri per la determinazione della prestazione artistica e i meccanismi per la determinazione delle retribuzioni, anche in relazione agli obiettivi del piano editoriali. Spetta alla concessionaria quindi valutare i singoli casi esentati dal tettoed e’ – si precisa ancora – necessaria una sollecita determinazione dei criteri.
“Io sono abituato a lavorare per costruire e credo che la Rai dio oggi non è più quella di un anno e mezzo fa: abbiamo fatto diversi cambiamenti che sono stati accompagnati da una crescita degli ascolti. Finché potrò continuare a lavaroare così io rimarrò”. Lo ha detto il direttore generale della Rai, Antonio Campo Dall’Orto, a margine della presentazione ijn Viale Mazzini della centesima edizione del Giro d’Italia. Ai cronisti che gli chiedevano se non avesse avvertito nelle ultime settimane ostilità da più parti, Campo Dall’Orto ha tagliato corto: “Francamente io passo le mie giornate a lavorare intensamente e non saprei rispondere a questa domanda”.
“La mia natura – ha aggiunto Campo Dall’Orto – non è quella di occupare dei posti, delle poltrone, ma quella di costruire dei progetti. Anche perché credo veramente che la nostra azienda può fare del bene, quando racconta il Paese, quando tiene insieme. Trovo le motivazioni in queste cose qui. Come ieri, che ad un esordio importante di fiction si è sommata la tempestività dell’informazione con l’edizione straordinaria del Tg1 sui fatti di Parigi. Questo è quello che motiva me e tutti quelli che lavorano con me”. “La mia filosofia – ha sottolineato il dg Rai – è che a me piace realizzare progetti. Credo veramente che il mio compito, il mandato che ho ricevuto è quello di riuscire a trasformare sempre di più la nostra azienda, coerentemente alla visione di servizio pubblico. Credo anche di poter dire che la Rai di oggi non è la Rai di un anno e mezzo fa: ci sono tanti numeri che ce lo dicono. L’innovazione che abbiamo portato, dalle nuove linee della fiction a Rai Play, si è sposata con il consenso degli ascolti anche più di quanto io mi aspettassi. Noi stiamo facendo la seconda primavera di fila in crescita d’ascolti, cosa che non avveniva da tantissimi anni, basta andare a vedere i dati: dovete tornare indietro di 27 anni. Tutto questo in un mondo tra l’altro molto diverso e molto più frammentato”. “Il mio mondo – ha concluso Antonio Campo Dall’Orto – è fatto della costruzione di questo progetto e finché ce ne sono le condizioni io continuerò a fare questo, perché credo che sia il mio mandato ma anche la mia natura”.