MINISTRO: ‘NON C’E’ TEMPO PER MODIFICHE, E’ UN FATTO DI COSCIENZA’. VELTRONI: ‘NON E’ UN TEMA DI PARTITO. E’ ATTO DI GIUSTIZIA SOCIALE’. APPELLO DELL’ARCHISTAR RENZO PIANO
La legge su Ius soli e Ius culturae si approvi entro questa legislatura, anche senza correzioni: e’ l’appello che il ministro dell’Interno Marco Minniti lancia in un forum con Avvenire, riportato in apertura del quotidiano. ‘Quando parliamo di Ius soli e ius culturae’, sottolinea il ministro, ‘non parliamo di migranti, ma di persone nate in Italia e che qui hanno compiuto un ciclo scolastico. Lo dico con nettezza: credo che si debba fare di tutto per approvarla, anche così com’e, in questa legislatura. Più difficile sarebbe correggerla, perché si accorcerebbero i tempi parlamentari per approvarla’. Sulle alleanze politiche per giungere al risultato, il ministro commenta: Sarebbe bene che la maggioranza resti unita. Tuttavia, una questione di principio così rilevante, su cui io mi sento personalmente impegnato, interpella il Parlamento e la coscienza di ogni singolo parlamentare’.
La legge su Ius soli e culturae va approvata “entro questa legislatura, anche senza correzioni”. Lo ha detto il ministro degli Interni, rispondendo alle domande del quotidiano Avvenire in un forum in redazione. “Lo dico con nettezza: credo che si debba fare di tutto per approvarla, anche così com’è, in questa legislatura. Più difficile sarebbe correggerla perché si accorcerebbero i tempi parlamentari per approvarla”, afferma auspicando che “la maggioranza resti unita. Tuttavia, una questione di principio così rilevante, su cui io mi sento personalmente impegnato, interpella il Parlamento e la coscienza di ogni singolo parlamentare. La Costituzione, proprio per lasciare libertà su temi alti come questo, non prevede il vincolo di mandato. E io ritengo che su questo disegno di legge ognuno, come gruppo politico e individualmente, debba assumersi le proprie responsabilità”. “In più – prosegue Minniti – lo ius soli ha a che fare col tema dell’integrazione”. “Chi si integra bene, difficilmente aderirà ai proclami dei terroristi”.
“Lo Ius soli non è un tema di partito, né deve diventarlo. Non può essere una bandiera elettorale. Sia piuttosto al centro di una grande campagna culturale e civile. Vorrei che ogni singolo parlamentare fosse chiamato a rispondere alla propria coscienza su un’idea di società”. Così Walter Veltroni in un’intervista a Repubblica. “Penso che non debba diventare una battaglia di un solo partito. Lo Ius soli è un atto elementare di giustizia sociale, per questo prevalga la libertà di coscienza. Certo, il Pd ha il dovere di provarci fino in fondo. Ma in questa storia non devono esserci sconfitti, né vincitori, né bandiere da sventolare in campagna elettorale. Vince lo Ius soli, non un partito. Per questo bisogna appellarsi a tutti i parlamentari”, dice ancora prima di lanciare un vero e proprio appello. “Ci sono tanti parlamentari di centrodestra sensibili al tema dei diritti. E tanti nel Movimento 5 stelle che non riesco a immaginare sulle posizioni della Lega, almeno per come li conosco – spiega – fatico anche a pensare che molti dei parlamentari di Ap, una volta superata una preoccupazione politica, non siano interpellati nelle loro coscienze di cittadini e cattolici”.
“Io ci credo davvero che i senatori, i miei colleghi, non butteranno via questa occasione di civilta’ e troveranno il modo di approvare questa legge, per quanto imperfetta essa sia. Li invito tutti, di destra, di sinistra e di centro, di sotto e di sopra, a parlarne la sera, a casa, con i figli e con i nipoti. Bastera’ ascoltarli per capire che sarebbe un delitto contro di loro, contro i loro compagni di scuola, contro i loro simili e contro la tanto sbandierata italianita’”. E’ l’appello dell’archistar e senatore a vita Renzo Piano, in un colloquio con Repubblica, sullo Ius soli: “Continuare a negare a dei bimbi, che sono italiani come i nostri figli, i diritti e’ tradire la nostra italianita’, una crudelta’ indegna dell’Italia”. E un’ingiustizia che non capisce: “Anche perche’ – aggiunge -, come e’ stato detto sino alla nausea, non ha nulla a che fare con il controllo dei flussi migratori, con la sicurezza, con l’orientamento politico, con i libri che abbiamo letto, con il partito per il quale abbiamo votato, con la corsa inarrestabile dell’umanita’ dai paesi dell’infelicita’ a quelli dell’abbondanza, con il Mediterraneo come campo di concentramento, e meno che mai con la criminalita’ e con gli stupri”. Piano ha aderito allo sciopero della fame a staffetta: “Si’, ma non mi pare un eroismo da esibire; e’ solo un piccolo segnale, un modo per dire a me stesso che ci sono anche io”.