VERTICE ALLO SVILUPPO ECONOMICO SUL PIANO AM INVESTCO
Presidi di lavoratori e sindacati allo stabilimento Ilva di Taranto. Le iniziative avvengono in concomitanza con lo sciopero di 24 ore, cominciato alle ore 7, indetto da Fim, Fiom, Uilm e Usb nel giorno del vertice al ministero dello Sviluppo economico in cui sara’ discusso il piano dell’acquirente Am Investco (controllata dal gruppo franco-indiano ArcelorMittal), che ha confermato i 4 mila esuberi programmati (3.300 solo a Taranto). Iniziative di protesta anche a Genova, dove invece sono previsti 600 esuberi. Il governo ha garantito che non lascera’ nessuno senza tutele, ma per i sindacati si parte da una base di confronto inaccettabile.
“La giornata è iniziata in tutti gli stabilimenti ILVA, con la mobilitazione dei lavoratori proclamata dalle organizzazioni sindacali a sostegno della trattativa. Dai primi dati l’adesione a Taranto, Genova, Novi Ligure, è totale. I lavoratori hanno ben compreso che le basi su cui si articola il piano industriale vanno radicalmente modificate, continuiamo a ribadire, come in tutti questi anni, che è possibile modificare il Piano affinché si rilanci la produzione dell’acciaio, si salvaguardi l’ambiente e si escludano licenziamenti”. Così in una nota il segretario generale Fim Cisl Marco Bentivogli. “In questi anni – aggiunge Bentivogli – troppo tempo perso e tante incertezze hanno pregiudicato le condizioni di partenza di questa trattativa. AMInvestCo deve sapere che queste sono le nostre condizioni per andare verso un’intesa su cui anche il governo deve fare la sua parte in maniera attiva”.
Centinaia di lavoratori dello stabilimento Ilva di Genova sono scesi in piazza questa mattina per protestare contro il piano di esuberi presentato da Am Investco Italy. Nel capoluogo ligure sono previsti 599 esuberi su un totale di 1.500 dipendenti. Dopo una breve assemblea davanti ai cancelli della fabbrica, i lavoratori stanno sfilando per le strade del ponente cittadino dietro dietro ad un mezzo pesante. Il corteo, a cui partecipano anche rappresentanti delle istituzioni, lavoratori del porto e delle altre fabbriche genovesi, è diretto verso la prefettura del capoluogo ligure. Ad aprire la manifestazione, due lunghi striscioni con scritto “Pacta servanda sunt” e “In lotta per il lavoro e per Genova”. “La città deve reagire -ha detto il segretario genovese della Fiom Cgil, Bruno Manganaro- perché non possiamo più permetterci di perdere posti di lavoro. Non si può essere ricattati da un grande gruppo come Mittal. Il governo deve cercare un’alternativa e, se per salvare la fabbrica bisogna nazionalizzarla, lo si faccia come è stato fatto in altri Paesi”, ha concluso Manganaro, che non esclude l’occupazione ad oltranza dello stabilimento.
Dalle 7 di stamane sono scattate all’Ilva di Taranto 24 ore di sciopero indette da Fim, Fiom, Uilm e Usb contro i tagli di forza lavoro annunciati da Am Investco Italy insieme alle nuove condizioni di inquadramento contrattuale dei lavoratori. Fonti sindacali annunciano che l’adesione tra gli operai di primo turno e’ quasi totale. C’e’ anche la partecipazione dei lavoratori delle imprese. I presidii sono davanti alle portinerie del siderurgico. Ufficialmente non sono previste manifestazioni nella citta’ di Taranto. La protesta e’ stata decisa venerdi’ pomeriggio, dopo che Am Investco ha formalizzato la sua proposta, e viene effettuata oggi perche’ alle 12 al Mise ci sara’ il nuovo confronto tra azienda e sindacati proprio sull’occupazione di tutto il gruppo dell’acciaio. Oltre a Taranto, e’ sciopero anche a Novi Ligure, altro sito Ilva, ma c’e’ tensione in un po’ tutto gli stabilimenti, tra cui quello di Genova Cornigliano. Rivedere i numeri degli esuberi, oggi quantificati in 4mila sui 14.200 addetti totali del gruppo Ilva – 3.330 in eccedenza a Taranto -, e le modalita’ di assunzione del personale da parte della societa’ Am Investco Italy partecipata da Arcelor Mittal e Marcegaglia: sono le due condizioni che stamattina al Mise porranno i sindacati dei metalmeccanici ai rappresentanti della futura gestione dell’azienda dell’acciaio. Al confronto ci sara’ per il Governo anche il vice ministro Teresa Bellanova.