Teheran respinge il piano Trump e lancia 5 contro-condizioni. Weekend decisivo in Pakistan
La diplomazia del “Deal” corre contro il tempo. Fonti pakistane confermano che una svolta nei colloqui tra Stati Uniti e Iran potrebbe arrivare entro le prossime 48 ore, ma la distanza tra le parti resta siderale. Teheran ha ufficialmente respinto il piano in 15 punti inviato da Donald Trump, definendolo “eccessivo e scollegato dalla realtà”.
Attraverso l’emittente Press TV, il regime iraniano ha rilanciato con una controproposta in 5 punti, ponendo condizioni non trattabili per la fine delle ostilità:
- Cessazione totale di aggressioni e “assassinati” mirati.
- Meccanismi concreti di garanzia per impedire futuri conflitti.
- Risarcimento dei danni di guerra subiti dai bombardamenti americani.
- Stop agli attacchi contro i gruppi filo-iraniani nella regione.
- Pieno riconoscimento della sovranità sullo Stretto di Hormuz come “diritto naturale”.
Nonostante il muro di Teheran, la Casa Bianca non demorde. Si lavora febbrilmente per organizzare un vertice ad alto livello per il prossimo weekend. La delegazione americana sarebbe guidata dal Vicepresidente JD Vance, insieme al Segretario di Stato Marco Rubio, Jared Kushner e l’inviato speciale Steve Witkoff.
La location resta “fluida”: inizialmente previsto a Islamabad, il vertice potrebbe essere spostato in Turchia per motivi di sicurezza. Il tempo stringe: i 5 giorni di tregua concessi da Trump stanno per scadere, e l’Iran ha già dato prova di forza annunciando il lancio di missili da crociera contro la portaerei USS Abraham Lincoln.
Dall’Algeria, dove si trova in visita ufficiale, la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha commentato positivamente l’apertura dei canali diplomatici: “L’avvio di colloqui tra USA e Iran sarebbe un’ottima notizia per la stabilità dell’area. L’Italia è pronta a sostenere ogni iniziativa utile”. Una dichiarazione che mira a riposizionare l’Italia come partner affidabile nel Mediterraneo, proprio mentre il suo governo è travolto dalle dimissioni interne.
Mentre le Borse corrono sperando nell’accordo, l’Europa si prepara al peggio. Regno Unito e Francia presiederanno in settimana una riunione tecnica con i capi di Stato Maggiore di 30 Paesi alleati. L’obiettivo è definire i dettagli di una missione navale internazionale per garantire la riapertura forzata dello Stretto di Hormuz qualora la diplomazia dovesse fallire venerdì sera.