Mentre la politica romana è scossa dai rimpasti, l’economia reale lancia un grido d’allarme che sposta l’attenzione dalle poltrone ai conti pubblici. Il Centro Studi di Confindustria (CSC), nelle sue previsioni di primavera, ha delineato un quadro a tinte fosche: l’Italia è ufficialmente a rischio recessione a causa del conflitto in Iran e del blocco dello Stretto di Hormuz.
Ecco i tre scenari delineati dagli economisti di viale dell’Astronomia per il 2026:
I TRE SCENARI DI CONFINDUSTRIA PER IL 2026
| Scenario | Durata della Guerra | Stima PIL 2026 | Impatto Energetico |
| Ottimista | Fine entro marzo | +0,5% | Brent a 78$, inflazione al 3% |
| Intermedio | Fino a giugno | 0,0% (Stagnazione) | +7 mld bolletta manifattura |
| Pessimista | Tutto il 2026 | -0,7% (Recessione) | +133% costi energia (+21 mld) |
ORSINI: “SERVE UN’OPERAZIONE COVID PER L’ENERGIA”
Il Presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, non usa mezzi termini: “Rischiamo una crisi energetica mai vista nella storia”. Davanti al Ministro Tajani, Orsini ha chiesto un “atto di responsabilità” a maggioranza e opposizione, invocando un tavolo comune per salvare le supply chain italiane.
Le richieste all’Europa:
- Eurobond: Un debito comune per affrontare l’emergenza, sul modello di quanto fatto durante la pandemia.
- Mercato Unico dell’Energia: Per evitare speculazioni e garantire approvvigionamenti stabili.
Le richieste al Governo Italiano:
- Mettere a terra immediatamente l’iperammortamento e il decreto bollette.
- Accelerare sulla ZES (Zona Economica Speciale) e sul Piano Casa.
L’INCOGNITA BCE E L’INFLAZIONE
Un altro fronte critico è quello monetario. Il CSC avverte che l’inflazione, anche nello scenario migliore, tornerà a salire verso il 3%. Questo potrebbe spingere la BCE a una mossa drastica:
- Nello scenario di guerra prolungata (10 mesi), Confindustria ipotizza un rialzo dei tassi fino a 2 punti.
- Orsini ha lanciato un monito chiaro a Francoforte: “Non si può aggiungere un altro fardello sulle spalle delle imprese già colpite dai costi energetici”.
LA REAZIONE DEL GOVERNO
Il Ministro degli Esteri Antonio Tajani, presente alla relazione, ha cercato di rassicurare la platea degli industriali: “Ce la faremo anche questa volta”. Tuttavia, il Ministero dell’Economia (MEF) ha già ammesso che il conflitto potrebbe avere “impatti persistenti” sulla fiducia di imprese e consumatori, rimandando ogni revisione ufficiale delle stime al Documento di Economia e Finanza (DEF) di aprile.
Il tempo stringe: se la diplomazia USA-Iran non dovesse sbloccare la situazione in Pakistan entro questo weekend (come auspicato dai mediatori), l’Italia scivolerebbe automaticamente nello scenario “Intermedio”, dicendo addio alla crescita dello 0,5%.