MOSCA: SITUAZIONE SERIA SE USA LASCIANO. KERRY CRITICA USA
Consultazioni di Ue, Francia, Germania e Gran Bretagna con la delegazione iraniana, oggi a Bruxelles, in attesa della decisione di Washington sull’accordo sul nucleare iraniano. Al termine dell’incontro l’Ue ed i tre Paesi europei hanno ribadito ‘il sostegno all’attuazione dell’accordo da parte di tutti’. Il Cremlino commenta che l’addio degli Usa all’accordo sul nucleare ‘senz’altro creera’ una situazione molto seria’ e dagli Stati Uniti l’ex segretario di Stato Kerry critica Trump: ‘L’accordo con l’Iran tutela noi e il mondo, ritirarci e’ illogico’.
L’Unione europea ha ribadito il suo appoggio all’accordo sul nucleare iraniano e alla sua applicazione nel corso di una riunione che si è tenuta a Bruxelles con il vice ministro degli Esteri dell’Iran, Abbas Araghchi, qualche ora prima dell’intervento in cui il presidente Usa Donald Trump deve annunciare la sua decisione sull’intesa. I rappresentanti dei tre Paesi Ue firmatari dell’accordo (cioè Francia, Regno Unito e Germania), insieme alla segretaria generale del Servizio europeo per l’azione esterna (Seae) Helga Schmid, “hanno colto l’occasione per ribadire il loro appoggio al proseguimento dell’applicazione completa ed effettiva del piano d’azione congiunto (Jcpoa) da tutte le parti”, fa sapere Bruxelles.
Il mondo, con il fiato sospeso, attende Donald Trump che dalla Casa Bianca, alle 20 ora italiana, annuncera’ la sua decisione sull’accordo siglato nel 2015 per impedire all’Iran di ottenere armi nucleari. Il presidente americano fara’ probabilmente quel che aveva promesso sin dalla sua campagna elettorale, chiamando fuori l’America dall’intesa negoziata sotto il suo predecessore, Barack Obama, e firmata anche da Cina, Russia, Francia, Regno Unito e Germania, insieme all’Unione Europea. L’accordo prevede una sospensione graduale e condizionata delle sanzioni internazionali imposte alla Repubblica islamica in cambio della garanzia che Teheran non acquisira’ armi nucleari. Secondo il Washington Post, Trump e’ anche pronto a reintrodurre le sanzioni volte a ridurre l’export di petrolio iraniano. Il presidente Usa ha il potere di ripristinare le sanzioni sospese in seguito all’intesa del 2015 sul nucleare iraniano, il cosiddetto Jcpoa (Joint Comprehensive Plan of Action). Potrebbe anche annunciarne di nuove ma si prevede che evitera’ di rinnegare completamente l’accordo limitandosi a riattivare le sanzioni varate dal Congresso nel 2012 per ridurre l’export di petrolio dall’Iran verso altri Paesi che andrebbero incontro a ritorsioni americane. Il presidente e’ tenuto a confermare al Congresso la sospensione di queste sanzioni ogni 120 giorni e il prossimo termine scadra’ il 12 maggio. A luglio scadranno invece le esenzioni rispetto alle sanzioni contro particolari imprese o individui iraniani.
A nulla dunque sembra servita la processione di leader europei che si sono succeduti alla Casa Bianca per tentare di convincerlo a cambiare retta. Prima il presidente francese, Emmanuel Macron, poi il cancelliere tedesco, Angela Merkel, da ultimo il capo del Foreign Office, Boris Johnson. Trump ha sempre detto che l’accordo sul nucleare e’ stato “il peggiore della storia”; ed ora e’ circondato da chi osteggia l’intesa, in primis, Mike Pompeo, il nuovo segretario di Stato, e John Bolton, il suo nuovo consigliere per la sicurezza nazionale. Resta da vedere che cosa sara’ l’Iran, dove gli ultraconservatori hanno una linea molto dura. Giovedi ‘, un consigliere dell’ ayatollah Ali Khamenei, il leader supremo dell’Iran, ha detto che Teheran fara’ ‘saltare’ l’intesa qualora Washington manterra’ la sua minaccia. Al contrario, il presidente Hassan Rohani ha fatto capire che Teheran potrebbe restare nell’accordo, anche anche se gli Stati Uniti dovessero ritirarsi, se le altre parti contraenti garantiscono di rispettare i patti. E oggi, durante una conferenza sul settore petrolifero tenutasi Teheran, senza nominare direttamente Trump, Rohani ha detto che il Paese affronteremo “alcuni problemi per due o tre mesi”, ma poi superera’ “tutto questo”. Poi pensando probabilmente ai contraenti europei, il presidente iraniano ha anche sottolineato che Teheran vuole continuare a “lavorare con il mondo e a mantenere un impegno costruttivo con la comunita’ internazionale”. Il governatore della Banca centrale iraniana, Valiollah Seif, ha aggiunto che l’economia del paese non sara’ influenzata dalla decisione di Trump; e il vicepresidente della National Iranian Oil Company, Ghana Taman Gouzas, ha aggiunto che “lo sviluppo dell’industria petrolifera dell’Iran continuera’ anche se saranno imposte nuove sanzioni. Al contrario, la Russia ha messo in guardia da “conseguenze nefaste” se gli Usa usciranno dall’accordo. L’Ue intanto si prepara a “proteggere le imprese europee”: non a caso, proprio stasera, Federica Mogherini, il capo del Servizio europeo di azione esterna, che era stata tra i protagonisti di quella storica firma, fara’ sentire la sua voce, subito dopo l’annuncio di Trump.