Dalla Lega Giorgetti chiede a Berlusconi ‘un gesto di responsabilita” per appoggiare un esecutivo Lega-M5s e avverte: ‘Se vota il governo del presidente finisce l’alleanza’. Risponde Gelmini: ‘Non ci sono le condizioni’ per il sostegno a un governo neutrale, ma e’ pure ‘irricevibile’ la richiesta di appoggio all’intesa con i Cinquestelle senza che cadano i veti su FI. Nuovo vertice del Pd: assemblea nazionale il 19 maggio per decidere se eleggere il segretario o convocare il congresso.
Se la Lega vuole far nascere un governo politico convinca il Movimento 5 stelle ad accettare Forza Italia nella maggioranza. Il partito di Silvio Berlusconi respinge la richiesta ripetuta anche oggi dall’alleato di centrodestra e conferma che non fara’ alcun passo di lato e che non dara’ l’appoggio esterno a un esecutivo guidato da Matteo Salvini e da Luigi Di Maio. “Vogliamo trovare una soluzione per permettere la partenza di un governo politico e una forma di coinvolgimento di FI che sia compatibile con la presenza del Movimento 5 stelle”, ha detto il capogruppo della Lega alla Camera, Giancarlo Giorgetti. Una proposta che Maria Stella Gelmini, capogruppo alla Camera di Forza Italia, ha giudicato irricevibile, cosi’ come la presidente dei senatori di FI, Anna Maria Bernini, che ha affermato: “La Lega mira a fare nascere un governo politico? Non abbiamo nulla in contrario, come abbiamo sempre sostenuto. Basta far cadere i veti dei 5 stelle nei confronti di Forza Italia e di Berlusconi e si puo’ passare immediatamente a scrivere un programma condiviso, se si riuscira’”.
Giorgetti (che ha anche ribadito la necessita’ di tornare al voto il prima possibile e non a settembre o in autunno) ha poi confermato la lealta’ del suo partito alla coalizione ma ha avvisato: FI aprirebbe “un grosso problema” per la tenuta del centrodestra se decidesse di sostenere il governo tecnico. Sospetti che sono stati decisamente respinti da Giorgio Mule’, portavoce unico dei gruppi di Camera e Senato. “Per Forza Italia – ha detto – la lealta’ e’ il principio cardine intorno a cui ruota l’alleanza di centrodestra. Per questo motivo, fedeli al principio di lealta’, non appoggeremo il governo neutrale”. Mule’ ha anche criticato l’ipotesi di votare a luglio, in piena estate: “Sarebbe un attentato al diritto di voto degli italiani. L’ultima domenica di luglio di solito si sentono gli appelli della Protezione civile agli anziani e ai cardiopatici a non uscire di casa” e proprio in quei giorni “noi dovremmo invitare la gente ad andare a votare? A me sembra abbastanza lunare…”, ha aggiunto suggerendo di far slittare le urne “di poche settimane”. Intanto Luigi Di Maio resta irremovibile sul no a Berlusconi. “Volevo capire se Salvini c’era o ci faceva… per 55 giorni ho provato a proporgli un governo insieme. L’unica cosa che ho chiesto era di staccarsi da Berlusconi, specie alla luce della sentenza di Palermo. Sembrava che Salvini potesse fare il grande passo, ma ha scelto la restaurazione invece che il cambiamento, e di questo ne rispondera’ alla storia e alle prossime elezioni politiche”, ha detto a Rtl 102.5 il capo politico di M5s: “Adesso spero che si torni al voto, non vedo alternative. E’ probabile che si andra’ a finire al 22 luglio”.