Le forze speciali irachene, coadiuvate dai raid della Coalizione internazionale anti-Isis, hanno lanciato una nuova massiccia offensiva su Mosul, dopo due settimane di pausa. I militari di Baghdad attaccano cinque quartieri della citta’, la seconda dell’Iraq, ‘capitale’ dell’Isis nel Paese. Dall’area dei combattimenti di levano alte colonne di fumo, mentre il rumore delle mitragliatrici pesanti riecheggia nelle strade.
E’ iniziata oggi in Iraq la seconda fase delle operazioni militari per liberare la parte orientale di Mosul dal giogo dello Stato islamico (Is). Lo ha annunciato il vicecomandante delle forze anti-terrorismo irachene, generale Abdul Wahab al Saadi, citato dalla stampa locale. Fonti della sicurezza hanno riferito ad “Agenzia Nova” che i militari hanno liberato finora 40 distretti di Mosul est su un totale di 56. Martedi’ sera, 27 dicembre, e’ stato distrutto l’ultimo ponte che collegava le due sponde del fiume Tigri a Mosul, ultima roccaforte dell’Is in Iraq. Si tratta di uno sviluppo importante per l’esercito iracheno: i combattenti dell’Is nella parte orientale della citta’ sono ora isolati.
Le azioni suicide dei combattenti dell’Is hanno costretto le forze irachene a ritirarsi piu’ volte dai distretti liberati, per poi riprenderli con l’aiuto dei raid aerei della coalizione internazionale. Secondo quanto dichiarato lo scorso 21 dicembre dall’ambasciatore statunitense a Baghdad, Douglas Silliman, “a Mosul sono presenti 285 mila edifici e i terroristi di Daesh usano i civili come scudi umani e attaccano le aree liberate”. Per questo, secondo l’ambasciatore, le operazioni per liberare la seconda citta’ dell’Iraq procedono lentamente. Ieri, inoltre, le forze irachene sono riuscite ad arrestare “l’assistente” del sedicente califfo dello Stato islamico, Abu Bakr al Baghdadi, in un’operazione condotta nella parte orientale di Mosul. Si tratta del terrorista Abu Al Harit Matyoute, arrestato grazie alla collaborazione dei residenti del quartiere di Al Bakir, nell’area orientale di Mosul.
Lo Stato islamico sara’ sconfitto in Iraq “nei prossimi tre mesi”. Lo ha detto martedi’ in conferenza stampa il premier iracheno Haider al Abadi. “Le condizioni attuali indicano che l’Iraq ha bisogno di tre mesi per eliminare Daesh”, ha detto il capo del governo di Baghdad. Abadi non ha risparmiato anche critiche nei confronti del ministro degli Esteri saudita Adel al Jubeir, il quale ha detto lunedi’ 26 dicembre che le forze paramilitari irachene della Mobilitazione popolare (Pmu), composte in buona parte da miliziani sciiti, sono una formazione settaria sostenuta dall’Iran: “Respingo le dichiarazione di Jubeir sulle forze Pmu e invito l’Arabia Saudita a risolvere i suoi problemi senza coinvolgere l’Iraq”, ha detto il capo del governo di Baghdad.