Nove giorni dopo l’attacco al mercatino di Natale di Berlino la polizia tedesca ha arrestato nella capitale un tunisino di 40 anni che ‘potrebbe essere coinvolto nell’attentato’. L’uomo vive a Berlino, ha reso noto la procura generale di Karlsruhe. Il suo numero di telefono era stato salvato sul cellulare di Amri, smarrito dall’attentatore durante l’attacco e ritrovato dagli investigatori poco lontano dal tir. Intanto la Procura di Roma ha disposto tre perquisizioni nell’ambito dell’inchiesta sull’attentato, due delle quali in particolare in abitazioni di Aprilia, in provincia di Latina. In queste due case Anis Amri sarebbe stato ospite lo scorso anno.
Un tunisino di 40 anni e’ stato arrestato a Berlino nell’ambito delle indagini sull’attentato di Anis Amri a Berlino. L’uomo e’ sospettato di essere ‘un presunto contatto’ di Amri, il suo ‘numero di telefono era nello smartphone’ dell’attentatore. E ‘potrebbe essere coinvolto nell’attentato’ al mercatino di Natale. Il ‘sistema di frenata automatico’ in dotazione al Tir che Amri ha lanciato sulla folla a Berlino ad evitare che il bilancio dell’attentato fosse molto piu’ pesante. Perquisite due case ad Aprilia, in Provincia di Latina, dove Amri era stato.
Con il passare delle ore, si fa sempre più chiara la traccia che Anis Amri, il tunisino ritenuto responsabile della strage di Berlino, ha lasciato dietro di sé per mezza Europa prima di arrivare a Sesto San Giovanni, dove ha trovato la morte in un conflitto a fuoco con la polizia. E dall’analisi del suo cellulare, trovato nella cabina di guida del tir della strage, spuntano i nomi dei possibili fiancheggiatori, tra cui un 40enne tunisino fermato dalla polizia tedesca.Il 24enne, che aveva contatti nel mondo del traffico di droga e una certa esperienza nel mimetizzarsi, il 21 dicembre sarebbe passato anche dall’Olanda, da Nijmegen, nella regione di Gheldria, che confina con il land tedesco della Renania. Nella città olandese avrebbe preso un bus notturno che lo ha portato in Francia la mattina successiva. E sempre in un centro commerciale di Nijmegen potrebbe provenire la sim trovata tre giorni dopo nel suo zaino a Sesto San Giovanni. La scheda telefonica era ancora attaccata al supporto di plastica con cui veniva distribuita e era un omaggio di una compagna telefonica, che aveva organizzato quella promozione solo dal 20 al 22 dicembre. E solo nei centri commerciali delle tre città olandesi di Breda, Nijmegen e Zwolle. Possibile, dunque, che Amri o un suo complice siano passati di lì prima che la fuga del terrorista proseguisse verso la Francia.Qui il tunisino, come scrive la radio RFI sul suo sito Internet, era in contatto diretto con altri estremisti islamici. Tramite loro, nel marzo scorso, l’attentatore di Berlino avrebbe cercato di procurarsi delle armi, tra cui fucili mitragliatori di grosso calibro. Informazioni confermate anche dai servizi di polizia giudiziaria di Berlino, dai quali emerge che il 24enne era considerato, già dal febbraio 2016, una potenziale minaccia.Una volta arrivato in Francia, il tunisino ricompare nella stazione di Lione Part – Dieu intorno a mezzogiorno del 22 dicembre. Lo immortalano le telecamere dello scalo ferroviario mentre va verso la biglietteria, sempre da solo, per comprare un biglietto del Tgv diretto a Milano. Rigorosamente in contanti, per lasciare meno tracce. Il viaggio prevede un cambio a Chambery. In Alta Savoia, Amri sale effettivamente su quel treno ad alta velocità, ma appena superato il confine italiano, a Bardonecchia, scende.Poco dopo è su un’altra banchina e si imbarca su un regionale della linea Sfm3 del Servizio Ferroviario Metropolitano, che in un’ora e mezza lo porta a Torino. Nella stazione di Porta Nuova, rimane a girovagare, ancora una volta da solo, per un paio d’ore. Un’immagine diffusa oggi dalla polizia, tratta dai video delle telecamere di sorveglianza, ora al vaglio della Digos, lo immortala nell’atrio alle 22.14, prima comprare un biglietto alle macchinette e ripartire per Milano. Amri sta solo aspettando un altro treno regionale o qualcuno che non arriva? Finora gli inquirenti non ritengono che il giovane tunisino abbia incontrato qualcuno sotto la Mole, ma sarà possibile accantonare questa ipotesi solo dopo aver esaminato tutti i filmati della stazione.Nel frattempo proseguono gli accertamenti anche sul cellulare di Amri trovato a Berlino, nella cabina del tir usato per la strage. Nella rubrica c’erano almeno una decina numeri italiani, che il terrorista non avrebbe contattato di recente. Dal telefono, però, gli investigatori tedeschi sono riusciti a risalire a un fiancheggiatore. Si tratta di un 40enne tunisino, che è stato fermato dagli investigatori. E sempre con il suo smartphone, a quanto riporta il settimanale tedesco ‘Focus’, Amri avrebbe mandato foto e messaggi vocali a altri estremisti residenti a Berlino e nel bacino della Ruhr. In quelle registrazioni, a volte più lunghe, inviate da Amri, non si sente nulla che lasci pensare che in quel momento l’autista del tir fosse ancora vivo.
Le perquisizioni in relazione ad Ansi Amri sono state disposte dalla Procura di Roma nell’ambito dell’inchiesta sull’attentato di Berlino. In particolare, secondo quanto si e’ appreso, sono due le abitazioni in provincia di Latina, ad Aprilia, oggetto dei controlli da parte della Digos. In queste due abitazioni Anis Amri sarebbe stato ospite, secondo quanto accertato dal pm Francesco Scavo, lo scorso anno. Nelle stesse case potrebbero ancora risiedere alcune persone che hanno avuto rapporti con il terrorista tunisino.