Nel carcere di Fuorni, a Salerno, l’udienza di convalida dell’arresto di Domenico Diele, l’attore 31enne, che nella notte tra venerdi’ e sabato scorsi ha investito e ed ucciso Ilaria Dilillo, 48 anni, sulla corsia nord dell’A2 l’autostrada del Mediterraneo, nei pressi dello svincolo di Montecorvino Pugliano (Salerno). “Sono dipendente dall’eroina, questo si’, ma la droga non c’entra con l’incidente. Mi sono distratto col cellulare”, ha detto Diele in un colloquio raccolto in cella dal consigliere regionale dei Verdi Francesco Emilio Borrelli e riportato oggi dal Corriere della Sera. “Non ho scuse, ho sbagliato e devo pagare. Pero’ non sono un criminale”. –
Giornata tragica ieri sulle strade: 4 morti per un in incidente sulla Salerno-Reggio Calabria, tra cui un bimbo di 8 anni; tre i morti nel Ragusano.
Una folla commossa e addolorata ha partecipato ieri pomeriggio, nella chiesa del ‘Volto Santo’, nel quartiere di Pastena, a Salerno, ai funerali della 48enne Ilaria Dilillo, morta in un incidente stradale la notte tra venerdi’ e sabato, nei pressi dell’uscita autostradale di Montecorvino Pugliano, nel Salernitano. A provocare l’incidente, secondo la ricostruzione della polizia stradale, l’attore Domenico Diele, che alla guida della sua Audi A3, sotto l’effetto di stupefacenti, ha tamponato lo scooter della donna che stava rientrando dopo aver trascorso una serata con le amiche. L’attore e’ stato fermato e per domani e’ fissata l’udienza di convalida dell’arresto. “Diele si disperava per l’accaduto”, racconta Ferdinando Giordano, ex del Grande Fratello 11, il primo ad arrivare sul luogo dell’incidente mentre stava facendo ritorno a Salerno.
Per chi la conosceva, Ilaria era una donna socievole e benvoluta e in tanti oggi si sono stretti intorno al padre, distrutto da dolore. “Aveva una parola buona per tutti – racconta un amico – era sempre solare e gioiosa. Aveva passato un brutto periodo a causa della morte della madre, ma si stava riprendendo. Aveva incominciato da poco ad uscire di nuovo, a frequentare gente e a vivere”. E’ stato lo stesso don Francesco Coralluzzo, durante l’omelia, a ricordare che Ilaria era “una donna piena di fede, una persona estremamente buona, animata dal dare e ricevere amore, sono certo che la mamma Mara oggi accoglie in cielo la sua creatura”. “Le amiche – aggiunge il parroco della chiesa Volto Santo – hanno scritto due lettere accorate dove la tratteggiano come “quella persona che mette tutto da parte per donarsi, per esserci, che anche dopo la perdita della cara madre, donna esemplare, ha dato e anche di piu'”. Don Francesco, poi, ha fatto suo il pensiero del padre Nicola “animato da spirito di misericordia ma anche di giustizia, senza incappare nella sete di vendetta”.
Una delle due lettere parla di Ilaria come di una “splendida creatura”. “Il tuo messaggio – si legge ancora – e’ questo: ragazze, dai, organizziamoci per il nostro caffe’, vogliamoci bene, per il solo piacere di stare insieme. Tu, carissima, sei per noi la storia infinita, un libro che non smetteremo mai di leggere, colonna sonora delle nostre vite, di aneddoti, di amicizia pura. Un film che mai avra’ fine”. Tantissimi anche i messaggi di cordoglio sui social. Incredulo e addolorato il padre Nicola, un appuntato dei carabinieri in congedo. Sorretto dall’altro figlio, Francesco e da sua moglie Annamaria, l’anziano viveva con Ilaria nella zona orientale della citta’. I due, padre e figlia, si sostenevano a vicenda soprattutto dopo la morte della madre, alla quale Ilaria era legatissima, avvenuta a febbraio dello scorso anno. “Mi hanno rovinato l’esistenza. Ilaria – racconta il padre – era l’unico sostegno. Adesso io sono finito”. Ed ora ha solo un filo di voce per chiedere giustizia. Intanto, l’attore si trova in carcere a Fuorni (Salerno) con l’accusa di omicidio stradale aggravato. L’udienza di convalida si terra’ domani. Il 32enne non avrebbe potuto guidare, in quanto la patente gli era stata sospesa. L’Associazione sostenitori della Polizia stradale (Asaps), ha fatto sapere i presidente Giordano Biserni, ha dato mandato al proprio avvocato “di promuovere la costituzione di parte civile nel procedimento penale per la morte di Ilaria. E non ci sta a sentir parlare di sconti ed attenuanti l’avvocato Domenico Musicco, presidente della Onlus Avisl, una associazione che difende i familiari delle vittime della strada e sul lavoro.
L’ultima domenica di giugno e’ stata funestata da due gravi incidenti stradali, uno in Calabria e l’altro in Sicilia. Il primo, avvenuto lungo l’autostrada Salerno-Reggio Calabria, ha provocato quattro morti, tra cui un bambino di otto anni, mentre il secondo, con tre morti, si e’ verificato sulla strada statale 194, detta “Ragusana”, all’altezza di Lentini. L’incidente sulla Salerno-Reggio e’ avvenuto tra gli svincoli di Laino Borgo e Mormanno, nella galleria “Jannello”, interessata in questo periodo da lavori e per questo a doppio senso di circolazione su un’unica carreggiata. Elemento questo che, a prescindere dalle responsabilita’ dei singoli conducenti, e’ alla base dell’impatto tra le due auto coinvolte, che si sono scontrate frontalmente. I tratti dell’autostrada a doppio senso di circolazione sono di per se’ pericolosi, ma lo diventano ancora piu’ nelle gallerie, dove i rischi per gli automobilisti aumentano a dismisura. Due delle quattro vittime dell’incidente avvenuto in Calabria erano di Pomigliano d’Arco (Napoli) e viaggiavano a bordo di una Renault. Si tratta di Raffaele La Rocca, di 40 anni, e del figlio Luigi, di 8 anni. Sulla vettura si trovava anche la moglie di La Rocca, Antonietta Dentino, di 37 anni, ricoverata in gravi condizioni nell’ospedale di Cosenza, e le altre due figlie della coppia, una di quattro anni e l’altra di 12, anche loro ricoverate a Cosenza. Le altre due persone decedute nell’incidente, che viaggiavano su una Suzuky, sono Santo Moschella, di 85 anni, ed Olga Brancone, di 83, residenti a Genova. La ferita le cui condizioni suscitano maggiore preoccupazione e’ Antonietta Delfino, ricoverata con riserva della prognosi. Le vittime dell’incidente avvenuto sulla “Ragusana” sono Simone Gulino e Giorgio Licitra, di 27 e 34 anni, di Ragusa, che lavoravano in una pizzeria, e Mirko Mezzapesa, di 43 anni di Lentini, dipendente di un’agenzia di assicurazioni. Le auto coinvolte nell’incidente sono una Bmw320, guidata da Mezzapesa, che stava rientrando a Lentini, che si e’ scontrata frontalmente con un’Alfa Gt a bordo della quale c’erano i due ragusani, diretti a Catania. A causa probabilmente dell’alta velocita’, la Bmw ha fatto un volo di circa 4 metri, oltrepassando il guard rail e finendo sul terreno sottostante, dove ha preso fuoco. Il conducente e’ stato sbalzato fuori ed e’ morto sul colpo. L’impatto e’ stato fatale pure per Gulino e Licitra, anche loro deceduti sul colpo.