MASSACRO IL PRIMO GIUGNO, VITTIME ANCHE DONNE E BAMBINI
L’Alto commissario Onu per i diritti umani, Zeid Ra’ad Al Hussein, ha accusato l’Isis di aver ucciso in un solo giorno 163 persone che il 1 giugno scorso tentavano di fuggire da Mosul, dove e’ in corso una vasta offensiva contro lo Stato islamico. ‘La brutalita’ di Daesh non ha limiti. Ieri, il mio staff mi ha riferito di corpi di uomini, donne e bambini che ancora giacciono per le strade del quartiere al-Shira, nella parte occidentale di Mosul, dopo che 163 persone sono state uccise da Daesh il primo giugno per impedire loro di fuggire’, ha detto.
L’Alto commissario dell’Onu per i diritti umani, Zeid Raad Al Hussein, ha accusato lo Stato islamico di aver ucciso 163 civili che cercavano di fuggire dalla parte occidentale di Mosul. “Ieri mi e’ stato riferito che i corpi di donne, bambini e uomini uccisi giacciono ancora sulle strade del quartiere di Shira, nella parte ovest di Mosul, dopo che almeno 163 persone sono state colpite e uccise dallo Stato islamico”, ha detto al Hussein. Il suo portavoce, Rupert Colville, ha precisato che la strage sarebbe avvenuta il primo giugno. Le forze di sicurezza irachene hanno trovato i corpi di 54 civili in due case della parte occidentale di Mosul che sarebbero stati uccisi dallo Stato islamico mentre cercavano di fuggire. Secondo quanto riferito da Atheer Marwan al Bazzaz, colonnello delle forze di reazione rapida dell’esercito, un’unita’ antiterrorismo ha condotto un’operazione di ispezione nei quartieri di Najjar e Al Rifai, nella parte occidentale di Mosul, alla ricerca di miliziani dello Stato islamico. In un edificio utilizzato dal gruppo jihadista come prigione sono stati ritrovati i cadaveri di 37 civili, donne, bambini e uomini, che mostravano segni di colpi di arma da fuoco alla nuca, al petto e alla testa. In un altro edificio sono stati rinvenuti altri 17 corpi che invece mostravano segni di tortura.
Le forze curdo-arabe hanno annunciato oggi l’avvio dell’offensiva per la liberazione di Raqqa, mentre a Mosul si avvicina la fase finale della battaglia per la liberazione dall’Isis. Ma dove si trova il leader dello Stato Islamico (Isis) più volte segnalato in entrambe le ‘capitali’ dell’Isis, quella irachena e quella in Siria? E’ questo l’interrogativo che in queste ore diversi media arabi si pongono anche alla luce del fatto che non è stata trovata nessuna traccia del ‘Califfo” a Mosul, prossima ormai a capitolare dopo mesi di duri combattimenti tra i governativi ed i jihadisti.