Un rapporto congiunto delle agenzie delle Nazioni Unite denuncia la carestia a Gaza, definendola “totalmente provocata dall’uomo” e avvertendo che la vita di 132.000 bambini sotto i cinque anni è a rischio a causa della malnutrizione. Le Nazioni Unite accusano esplicitamente Israele di aver promosso la fame come arma di guerra, definendo l’azione un “crimine di guerra”.
Il responsabile umanitario delle Nazioni Unite, Tom Fletcher, ha dichiarato che la carestia è stata “promossa da alcuni leader israeliani come arma di guerra”. Gli fa eco l’Alto commissario per i diritti umani, Volker Turk, che aggiunge: “Utilizzare la fame come mezzo di pressione è un crimine di guerra”.
Il rapporto, redatto dall’IPC (Integrated Food Security Phase Classification), sistema globale di monitoraggio della fame sostenuto dall’ONU, ha confermato per la prima volta la carestia a Gaza City. Le agenzie ONU – tra cui la FAO, l’OMS, l’UNICEF e il WFP – sollecitano una risposta umanitaria immediata e su vasta scala. “La carestia deve essere fermata a tutti i costi”, si legge in una nota congiunta, che chiede un “cessate il fuoco immediato e la fine del conflitto” per consentire l’arrivo degli aiuti.
Qu Dongyu, direttore generale della FAO, sottolinea che l’accesso al cibo “non è un privilegio, ma un diritto umano fondamentale”, e che la distruzione di terreni agricoli e allevamenti ha aggravato la situazione.
Dalla parte di Israele, la risposta non si è fatta attendere: il governo ha respinto le accuse, definendo il rapporto “falso e basato su dati parziali e di parte provenienti da Hamas”. Nonostante la smentita, la situazione sul campo resta drammatica. Un nuovo raid a Khan Younis ha ucciso una donna e quattro bambini, in una Striscia dove gli esperti stimano che le condizioni nel nord siano ancora più gravi rispetto a quelle di Gaza City.
Le agenzie ONU lanciano un avvertimento categorico. Cindy McCain, direttrice esecutiva del WFP, ribadisce che “gli allarmi sulla carestia erano chiari da mesi” e che ora è necessaria “un’ondata di aiuti” per raggiungere i più bisognosi. Catherine Russell, direttrice esecutiva dell’UNICEF, dipinge un quadro desolante: “bambini con corpi deperiti, troppo deboli per piangere o mangiare; neonati che muoiono di fame e malattie prevenibili”. E aggiunge: “Non c’è tempo da perdere. Se non agiamo ora, la carestia si diffonderà e moriranno altri bambini”.
Le statistiche riportate nel documento evidenziano l’accelerazione della crisi. A luglio, il numero di famiglie che hanno segnalato una fame molto grave è raddoppiato in tutto il territorio rispetto a maggio. Nello stesso mese, oltre 12.000 bambini sono stati identificati con malnutrizione acuta, un dato sei volte superiore a quello registrato all’inizio dell’anno.