‘IL FANGO FA SCHIFO’, DICE L’EX MINISTRA DEI DEM IN UN VIDEO
‘Vorrei poter guardare in faccia il signor Antonio Di Maio, padre di Luigi, e augurargli di non vivere mai quello che suo figlio e i suoi amici hanno fatto vivere a mio padre e alla mia famiglia’. Lo afferma Maria Elena Boschi in un video pubblicato su Twitter con cui commenta la denuncia da parte di un ex operaio dell’impresa del padre del vicepremier e leader del M5s. ‘Mio padre e’ stato tirato in mezzo ad una vicenda piu’ grande di lui per il cognome che porta e trascinato nel fango da una campagna di odio: caro signor Di Maio, il fango fa schifo’, dice ancora riferendosi al caso di Banca Etruria.
Un servizio de Le Iene mette “nei guai” il capo politico del M5S per la vicenda di un lavoratore in nero presso l’azienda di suo padre, Antonio Di Maio. Il Pd, soprattutto quello renziano, parte all’attacco e chiede che il ministro riferisca in Parlamento. La vicenda risale a otto anni fa quando Salvatore Pizzo, impiegato in nero dal padre di Di Maio, rivolse al sindacato Cgil “che gli consigliò di trovare un accordo con mio padre per farsi assumere, e infatti poi ha ottenuto un contratto regolare. Successivamente gli fu corrisposto anche un indennizzo”. E’ lo stesso Di Maio a replicare in tempo reale con un post pubblicato subito dopo il servizio delle Iene, alle dieci di sera. “Come avrete visto dal servizio io non ero né socio dell’azienda, né mai mi sono occupato delle questioni di mio padre – chiarisce il ministro del Lavoro -. Mio padre ha fatto degli errori nella sua vita, e da questo comportamento prendo le distanze, ma resta sempre mio padre. E capirete anche che sia improbabile che un padre racconti al figlio 24enne un accaduto del genere. A maggior ragione se, come ho detto nel servizio, abbiamo anche avuto un rapporto difficile, che sono contento sia migliorato negli ultimi anni”.
“Volevo evitare di parlarne ma il pensiero dei quintali di fango contro mio padre mi ha portato a scrivere una lunga riflessione su Facebook”, attacca Matteo Renzi. “Emerge una brutta storia sul padre di Luigi Di Maio. Una storia fatta di lavoro nero, incidenti sul lavoro, abusi edilizi e condoni (tanto per cambiare). Spiego perché se Di Maio è un uomo oggi deve chiedere scusa. Secondo voi lo farà?.
Anche Maria Elena Boschi ha un sassolino da togliersi dopo “il fango” gettato addosso al padre per la vicenda Banca Etruria: “Vorrei poterla guardare negli occhi e dirgli: caro signor Di Maio le auguro di non vivere mai quello che suo figlio e gli amici di suo figlio hanno fatto vivere a mio padre e alla mia famiglia”. “Caro signor Di Maio il fango fa schifo – ha detto ancora Boschi -, come fa schifo la campagna di fake news su cui il M5s ha fondato il proprio consenso. Le auguro signor Di Maio di dormire sonni tranquilli, di non sapere mai cosa è il sentimento di odio che è stato scaricato addosso a me e ai miei – dice l’ex ministro -, di non sapere mai cosa è il fango dell’ingiustizia che ti può essere gettato contro”. In contemporanea alle replica via social i senatori dem, a prima firma del capogruppo renziano Andrea Marcucci, hanno presentato un’interrogazione parlamentare in cui chiedono che “il ministro Luigi Di Maio venga subito in Parlamento a dare la sua versione dei fatti. La prima cosa che l’esponente 5 Stelle deve chiarire è se la denuncia di Salvatore Pizzo è da ritenersi attendibile? In caso positivo Di Maio deve dire alle aule parlamentari se il ricorso al lavoro nero è stata una pratica costante ed è proseguita anche negli anni in cui il vicepremier risultava proprietario al 50% della Ardima srl ovvero l’impresa familiare? Di Maio è inoltre a conoscenza di altre pesanti irregolarità che riguardano l’impresa stessa?”. La condanna arriva anche da Forza Italia: “Dopo questa storia tristissima, il ministro del Lavoro altrui (per giunta in nero) Luigi Di Maio che dispensa manette dall’alba al tramonto risarcisca il muratore, la pianti di distribuire patenti di illibatezza a chiunque e chieda scusa”, dice Giorgio Mulè. L’alleato leghista per ora sceglie di non sbilanciarsi nei giudizi : “Non fatemi commentare cose o dicerie che riguardano altri – risponde Matteo Salvini ai cronisti -, anche su di me ne ho lette di tutti i colori ma penso che entrambi abbiamo la coscienza a posto”.