“L’Italia avanza lungo un percorso stretto, definito da un lato dall’imperativo di continuare il consolidamento fiscale e assicurare il debito in una stabile dinamica discendente; dall’altro dalla necessita’ di sostenere la ripresa mantenendo il consolidamento fiscale su una dinamica costante e sostenibile, per non soffocare la domanda aggregata: e’ questa l’istantanea della situazione economica italiana scattata dal ministro dell’Economia e delle Finanze, Pier Carlo Padoan, intervenendo a un convegno organizzato all’ambasciata italiana di Washington da Abi e Confindustria, su imprese e banche italiane nelle nuove sfide globali.
“Questa tabella di marcia macroeconomica deve essere supportata da una strategia microeconomica e strutturale, volta a migliorare la condizione imprenditoriale e sostenere gli investimenti privati e pubblici”, ha aggiunto Padoan. Il ministro, che e’ nella capitale americana per i meeting di primavera del Fondo Monetario Internazionale, ha tracciato le linee generali di un lavoro – il suo – iniziato tre anni fa, nel 2014. Lo ha definito “un cammino di ripresa, accelerato nei due anni successivi e che continuera’ durante l’anno in corso”. Per Padoan si tratta del risultato di una strategia complessiva basata su “una consolidazione fiscale favorevole alla crescita” corredata da “un ampio piano di riforme strutturali”.
Il processo di ripresa e’ rallentato dalla profondita’ e dalla durata della crisi finanziaria e dalle dinamiche che essa ha innescato. “La recessione ha lasciato profonde cicatrici sull’economia e sul mercato del lavoro”. Padoane’ certo, pero’, che il Paese si trovi a una svolta. In particolare fa cenno ai circa 734mila posti di lavoro incrementati dal 2013 ed al Jobs Act, che ha ridotto il tasso di disoccupazione. “La dinamica virtuosa del mercato del lavoro ha generato stimoli positivi sui consumi delle famiglie, aumentati nel 2016 dell’1,3%, come pure sul mercato immobiliare”. Il ministro ha poi ricordato le difficolta’ preesistenti alla crisi. I dieci anni precedenti, erano gia’ caratterizzati da una crescita lenta. Eppure dati recenti indicano un recupero nella competitivita’ e nella produttivita’. “La strategia di sostenere la ripresa inizia a portare i suoi frutti” dice, mentre snocciola una serie di numeri dal Def: il disavanzo e’ sceso dal 3,0 per cento del Pil nel 2014 al 2,7 nel 2015 e 2,4 nel 2016; l’avanzo primario e’ stato dell’1,5 per cento del PIL nel 2016. “Il consolidamento fiscale favorevole alla crescita ha introdotto misure per sostenere gli investimenti, la produttivita’ e la coesione sociale, riducendo allo stesso tempo l’onere fiscale”. Per Padoanil rapporto debito/Pil e’ sotto controllo. “Negli ultimi due anni si e’ stabilizzato e sta cominciando a diminuire”. Il ministro ha anche parlato di un piano per attirare investimenti, in “piena continuita’ tra il governo attuale e quello precedente”. L’intento del governo rimane quello di “rafforzare la crescita, migliorare e consolidare il mercato del lavoro, preservando la sostenibilita’ delle finanze pubbliche, rendendo l’Italia un Paese in grado di attrarre investimenti e creare posti di lavoro”. I tagli fiscali, poi, hanno sostenuto la competitivita’. In arrivo, l’annunciato piano per investimenti da 47 miliardi di euro per i prossimi 15 anni.