Dobbiamo essere, come ci insegna Gesù, “servitori l’uno con l’altro, fratelli, senza avere l’ambizione di chi domina o calpesta l’altro”. Lo ha detto Papa Francesco rivolgendosi ai detenuti della casa circondariale di Velletri (Roma) durante la cerimonia della lavanda dei piedi nella messa ‘in coena Domini’.
“Nella vita ci sono dei problemi, litighiamo tra noi, ma questa deve essere una cosa passeggera perché nel cuore nostro ci deve essere questo amore di servire l’altro”: così Papa Francesco nella messa “in Coena Domini” che
ha celebrato al carcere di Velletri.
“Abbiamo sentito cosa ha fatto Gesù, è interessante”, ha detto Francesco nella breve omelia pronunciata a braccio: “Dice il Vangelo, sapendo Gesù che il padre aveva dato tutto nelle sue mani, ossia aveva tutto il potere, e poi comincia a fare il gesto di lavare i piedi. E’ un gesto che facevano gli schiavi perché non c’era l’asfalto e quando la gente arrivava in una casa per
visita o per pranzo c’erano gli schiavi che lavavano i piedi, e Gesù fa questo gesto da schiavo, lui che aveva tutto il potere, lui che era il Signore fa il gesto da schiavo. E poi consiglia tutti: fate questo gesto tra voi, cioè servite l’uno all’altro, siate fratelli nel servizio, non nell’ambizione di chi domina o
calpesta l’altro, no: servizio. Tu hai bisogno di qualcosa? Te lo faccio. Questa è la fratellanza, umile, nel servizio. Io farò questo gesto, la Chiesa vuole che il vescovo lo faccia tutti gli anni il giovedì santo per imitare il gesto di Gesù e per fare bene con l’esempio a lui stesso, perché il vescovo non è il più importante, deve essere il più servitore, e ognuno di noi deve
essere il servitore degli altri. Questa è la regola del servizio, non del dominare, fare del male, umiliare gli altri”.