Papa Leone XIV ha rivolto il suo messaggio pasquale a oltre 50mila fedeli riuniti in Piazza San Pietro e in via della Conciliazione. In un momento in cui il mondo attende con il fiato sospeso la scadenza dell’ultimatum di Trump all’Iran, il Pontefice ha lanciato un appello vibrante ai “grandi della Terra”.
“Chi ha in mano armi le deponga! Chi ha il potere di scatenare guerre, scelga la pace!”, ha gridato il Papa dalla Loggia centrale della Basilica. Leone XIV ha condannato con forza quella che ha definito una “pace perseguita con la forza”, invocando invece il dialogo e l’incontro, e mettendo in guardia contro la tentazione di dominare l’altro.
Il Pontefice ha voluto rendere omaggio al suo predecessore, Papa Francesco, ricordando che proprio un anno fa, dalla stessa Loggia, Bergoglio pronunciava le sue ultime parole al mondo denunciando la “volontà di morte” nei conflitti.
Leone XIV ha denunciato la “globalizzazione dell’indifferenza”, accusando l’umanità di essersi abituata alla violenza e alla morte di migliaia di persone, ignorando le conseguenze d’odio e i disastri economici che colpiscono tutti. “La forza di Cristo è totalmente non violenta”, ha spiegato il Papa, paragonandola a un cuore ferito che rifiuta la vendetta e sceglie la pietà per il bene comune.
Il Papa non si è limitato alle parole, ma ha annunciato un’iniziativa concreta per tentare di fermare l’escalation bellica. Sabato prossimo, 11 aprile, presiederà una solenne veglia di preghiera per la pace in Piazza San Pietro.
“La pace non è solo far tacere le armi, ma cambiare il cuore”, ha sottolineato Leone XIV, invitando credenti e non credenti a unirsi a lui per far udire un “grido di pace” capace di sovrastare il rumore dei droni e dei missili che in queste ore funestano il Golfo Persico.
Al termine del messaggio, il Papa ha impartito la benedizione Urbi et Orbi e ha rivolto gli auguri di Buona Pasqua in dieci lingue, inclusi l’arabo e il cinese, simboli dei teatri di tensione più accesi. Successivamente, ha attraversato la piazza a bordo della papamobile, spingendosi fino a via della Conciliazione per salutare la folla immensa di pellegrini che non era riuscita a trovare posto all’interno del colonnato del Bernini.