Il Codacons ha ufficializzato i numeri di quella che definisce una “maxi-stangata” senza precedenti: tra rincari delle materie prime dovuti alla guerra in Iran e il riassetto fiscale del governo, la spesa complessiva per i rifornimenti ha sfiorato la cifra monstre di 1,28 miliardi di euro in più rispetto alla Pasqua 2025.
L’associazione dei consumatori, analizzando i dati del Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit), evidenzia una forbice drammatica tra chi possiede un’auto a benzina e chi, invece, guida un veicolo a gasolio.
IL SORPASSO DEL DIESEL: +30% IN UN ANNO Il vero “salasso” colpisce i possessori di auto diesel. Se lo scorso anno il prezzo medio si attestava a 1,609 euro al litro, oggi il gasolio al self-service ha sfondato quota 2,096 euro.
- L’aggravio: Un pieno di diesel costa oggi 24,35 euro in più rispetto a dodici mesi fa.
- Le cause: Su questo dato pesano due fattori concomitanti: la crisi in Medio Oriente, che colpisce maggiormente i derivati del petrolio come il diesel, e il riallineamento delle accise introdotto dal governo Meloni a inizio 2026 per uniformare la tassazione tra i vari carburanti.
BENZINA: RINCARI CONTENUTI DALLA RIFORMA FISCALE Paradossalmente, chi viaggia a benzina subirà un impatto molto più lieve. Il prezzo è passato da 1,716 euro (Pasqua 2025) a 1,763 euro attuali, con un incremento di appena il +2,7%.
- L’aggravio: La maggiore spesa per un pieno di benzina si ferma a 2,35 euro. Grazie al riordino della tassazione, la benzina è diventata l’ancora di salvezza per i bilanci familiari, compensando parzialmente il rally del greggio che ha superato i 110 dollari al barile.