BAGNO DI FOLLA PER BERGOGLIO ALL’UNIVERSITA’ ‘ROMA TRE’
‘Abbassare un po’ il tono, parlare meno e ascoltare di piu”; imparare a ‘vivere la vita come viene’; attenzione ai rischi della globalizzazione che rende uniformi’. Sono alcuni degli argomenti affrontati dal papa durante la sua visita all’ Universita’ Roma Tre dove ha anche denunciato i livelli di disoccupazione giovanile ‘non da paesi civili’ sottolineando che secondo alcuni ‘le vere statistiche sui suicidi giovanili non sono pubblicate’ e sottolineando che ‘senza lavoro’ i giovani finiscono nella rete del terrorismo o della droga. Parlando di chi fugge dalla guerra e dalla fame ha ricordato che l’Europa e’ nata da migranti, ma il ‘Mare Nostrum e’ diventato un cimitero’.
“Prima di tutto Giulia, tu hai parlato dell’agire violento, della violenza. Pensiamo al linguaggio e la tonalità del linguaggio è salita tanto. Oggi si parla per strada, a casa, si grida, anche si insulta con normalità, c’è anche la violenza nell’esprimersi, nel parlare”. Così Papa Francesco a Roma Tre. “Questa è una realtà che tutti vediamo. Se c’è qualcosa sulla strada o qualche problema prima di domandare cortesemente cosa è successo un insulto e poi ridomanda il perché. E’ vero c’è un aria di violenza anche nelle nostre città, anche la fretta, la celerità della vita ci fa violenti a casa e tante volte dimentichiamo a casa di dare il buongiorno, ciao ciao e via, saluti anonimi. La violenza è un processo che ci fa ogni volta più anonimi, ti toglie il nome, anonimo uno verso gli altri. Ti toglie il nome e i nostri rapporti sono un po’ senza nome, una persona è quella che ho avanti ma io ti saluto come se tu fossi una cosa. Ma questo che noi vediamo qui cresce, cresce, cresce e diviene la violenza mondiale. Nessuno oggi può negare che siamo in guerra. E questa è una terza guerra mondiale, a pezzetti ma c’è. Bisogna abbassare un po’ il tono e bisogna parlare meno e ascoltare di più. Ci sono tante medicine contro la violenza, ma prima di tutto il cuore, il cuore che sa ricevere cosa pensa l’altro. E prima di discutere, dialogare. Se tu pensi differente da me, dialoghiamo. Il dialogo avvicina, non solo avvicina le persone, avvicina i cuori, col dialogo si fa l’amicizia. E si fa l’amicizia sociale. Quando io prendo il giornale e sul giornale vedo che questo insulta quello, che quello dice di quell’altro? in una società dove la politica si è abbassata tanto, sto parlando della società mondiale non di qui, si perde il senso della costruzione sociale, della convivenza sociale, e la convivenza sociale si fa col dialogo, e per dialogare prima bisogna ascoltare. Questo si vede tanto quando ci sono campagne elettorali, discussioni sulla tv, che prima che l’altro finisca di parlare c’è già la risposta: ma aspetta, ascolta bene, poi pensa e rispondi! Ascoltare bene e se non capisco quello che vuoi dire domandare: cosa vuoi dire, non ho capito bene. La pazienza del dialogo. E dove non c’è dialogo c’è violenza. Ho parlato di guerra: è vero, siamo in guerra. Ma le guerre non incominciano là, cominciano nel tuo cuore, nel nostro cuore. Quando io non sono capace di aprirmi agli altri, di rispettare gli altri, di parlare con gli altri, di dialogare con gli altri, lì incomincia la guerra. Quando non c’ dialogo a casa per esempio, quando invece di parlare si grida o si sgrida o quando siamo a tavola invece di parlare ognuno col suo telefonino, sta parlando sì ma con un altro. Quello è il germe, è l’inizio della guerra, perché non c’è il dialogo. E questo credo che è il fondamento. E questo dice tanto all’università: l’università è l’universo è il posto dove si può dialogare, dove c’è post per tutti, quello che la pensa in un modo quello che la pensa in un altro modo. Un università dove soltanto si va a scuola, si sente il professore la professoressa e poi torno a casa, questo non è un’università. Un’università deve avere questo lavoro artigianale del dialogo. Sentire le lezioni, sì, sentire la saggezza dei professori, ma il dialogo, la discussione – ha detto il Papa tra gli applausi degli studenti – questo è importante”.