La scissione nel Pd e’ cosa fatta: Bersani annuncia che non rinnovera’ la tessera del partito, i suoi non partecipano alla direzione e annunciano di essere al lavoro “per un nuovo soggetto di centrosinistra”. Resta Michele Emiliano che si candida alla segreteria, dove si prospetta una sfida a tre, se il ministro Orlando sciogliera’ le sue riserve. Matteo Renzi vola in California “per imparare dai chi e’ piu’ bravo”, “mentre Romano Prodi, amareggiato, parla di “suicidio politico”.
Michele Emiliano ha deciso: resta nel Pd. Il governatore pugliese ha partecipato ieri alla direzione sulle regole al Nazareno, e sfidera’ Matteo Renzi al congresso. Non hanno cambiato idea invece Pier Luigi Bersani e Roberto Speranza e, insieme a Massimo D’Alema, non hanno presoo parte ne’ alla direzione, ne’ saranno al congresso: di fatto sono gia’ fuori dal partito e dissentono dalla scelta di Emiliano. Orfini ha ringraziato i presenti: ‘Non mi rassegno agli addii’. Il segretario dimissionario dal canto suo è partito per gli Usa ‘per imparare da chi e’ piu’ bravo come creare occupazione, lavoro, crescita nel mondo che cambia’. E sulla sua e-news scrive: ‘Gli addii di qualcuno provocano dolore, la parola d’ordine resta ‘venite’, non ‘andatevene’, ma e’ tempo di rimettersi in cammino’.
“Mi candido accogliendo l’invito di tantissimi militanti che mi hanno chiesto di far sopravvivere questo soggetto politico”. Lo ha detto il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, intervenendo alla Direzione nazionale del Pd. “L’avrei voluto fare in assemblea -spiega Emiliano- ma il rispetto che ho per Rossi e Speranza non me l’ha consentito. Oggi vi ribadisco che mi candiderò alla segreteria del Pd. Questa è casa mia, è casa nostra e nessuno può cacciarmi o cacciarci via”. “La voglia di andar via è stata tanta, come quella di migliaia di elettori che ci hanno abbandonato negli ultimi anni”. “Nonostante il poco tempo concesso ci proveremo lo stesso, Enrico, Roberto ed io abbiamo evitato di precipitare il paese ad elezioni anticipate, ma lui si e’ inventato un congresso con rito abbreviato da celebrare ad aprile”, ha detto Emiliano.
“Con Rossi e Speranza abbiamo condotto una riflessione comune, Enrico e Roberto sono persone perbene, di grande spessore umano che sono state offese e bastonate dal cocciuto rifiuto ad ogni mediazione. Renzi e’ il piu’ soddisfatto per ogni possibile scissione”. Cosi’ Michele Emiliano annunciando in direzione la sua candidatura alla leadership del Pd.
“Ci sono alcuni di noi che si aspettano un cenno dal segretario. Io non so se questo cenno arrivera’, ma non si sta nel Pd perche’ te lo chiede il segretario. Si sta nel Pd perche’ si aderisce alla sua carta di valori, obiettivi e programmi e perche’ si ritiene che il Pd sia uno strumento fondamentale per portare avanti una politica anche quando non si condivide la posizione di un dirigente, compresa quella del segretario”. Lo ha detto Piero Fassino parlando alla Direzione del Pd. “C’e’ una corale domanda del nostro popolo- continua- di non dividersi, di non produrre un fatto che sarebbe solo dannoso. Si sta nel partito perche’ lo chiede la nostra gente, milioni di persone che chiedono che il Pd continui a essere una speranza per tutto il Paese. Per questo rivolgo un appello a non dividerci”. L’ex segretario dei Ds conclude: “Sono giorni che mi pongo una domanda: Perche’? E il perche’ non trova una risposta perche’ comunque la si guardi una scissione non puo’ che provocare danni al Pd, al Governo Gentiloni e alla sua maggioranza ma anche alla riorganizzazione del campo del centrosinistra che da una scissione sarebbe resa piu’ difficile”. Inoltre, “si offrirebbe ai nostri avversari la possibilita’ di riorganizzarsi con successo gia’ alle prossime amministrative”.