“Sospendere il meccanismo dell’aspettattiva di vita avrebbe un doppio costo: uno sui conti pubblici e uno sui mercati finanziari internazionali”. Con queste parole, secondo fonti presenti alla riunione a Palazzo Chigi sulle Pensioni, il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, avrebbe ribadito ai leader di Cgil, Cisl e Uil il no del Governo su questo tema. L’incontro è stato sospeso per dare la possibilità ai sindacati di riflettere sulle 7 proposte elencate dal premier Paolo Gentiloni, che avrebbero un costo complessivo di circa 300 milioni di euro. Nuovo incontro governo e sindacati sabato mattina, alle ore 10. I sindacati hanno chiesto al governo di scrivere in maniera dettagliata i testi e vedersi sabato per una verifica finale.
Il tempo fino al prossimo incontro di sabato “non va inteso come costruzione del consenso alle proposte fatte oggi, mentre aspettiamo le risposte che mancano le distanze sono ancora significative”. Lo dice la leader della Cgil, Susanna Camusso, al termine dell’incontro con il governo a palazzo Chigi, osservando che sulla aspettativa di vita le risposte del governo sono “giudicate dalla mia organizzazione insufficienti”. E da qui a sabato, conclude, “il governo dovrebbe impegnare questo tempo per definire una risposta a tutti i punti della nostra piattaforma perche’ questo pomeriggio mancavano molti aspetti, primo tra i quali giovani, lavoro di cura, previdenza complementare per i privati”.
“Discussione con posizioni articolate, un confronto esplicito e diretto, di merito, che si e’ concluso con la decisione di rivederci sabato mattina prossimo sulla base dell’impegno del governo di predisporre le risposte a tutte le problematiche avanzate dai sindacati, che poi daranno una valutazione rispetto a quello che diremo. Credo ci sia da fare un’affermazione dell’utilita’ sul dialogo e sul confronto”. Lo dice il ministro del Lavoro Giuliano Poletti, al termine dell’incontro tra governo e sindacati a palazzo Chigi.
Il premier Paolo Gentiloni ha illustrato nell’incontro con i sindacati un “pacchetto di proposte innovative rispetto al punto di partenza frutto degli incontri tecnici” con 7 punti con un “impegno finanziario coscipuo per sette misure che valgono circa 300 milioni di euro”. Tra questi spiccano l’esenzione dell’adeguamento all’aspettativa di vita per 15 categorie di lavori gravosi, una commissione che studi la gravosità delle occupazioni che valuti la classificazione tra previdenza ed assistenza ai fini di una migliore separazione e la revisione meccanismo di calcolo dell’ aspettativa di vita sulla base della media e non delle differenze di picco.
“Ci siamo aggiornati a sabato. Abbiamo chiesto al governo di scrivere le proposte: alcune sono molto buone rispetto al giudizio della mia organizzazione e coerenti, altre vanno corrette e precisate meglio, altre mancano”. Cosi’ la segretaria generale della Cisl, Annamaria Furlan, al termine del tavolo a Palazzo Chigi, aggiungendo: “La cosa che per noi ha piu’ significato” emersa dal governo e’ che “alle 15 categorie” da esentare da quota 67, “se ne potranno aggiungere, dopo il lavoro della commissione, altre” a cui bloccare l’adeguamento dell’eta’ pensionabile all’aspettativa di vita.
I sindacati hanno chiesto risposte scritte per poter “fare una valutazione di merito piu’ appropriata perche’ verba volant, ma scripta manent”. Cosi’ il segretario generale della Uil, Carmelo Barbagallo, nella conferenza stampa al termine dell’incontro con il governo sullePensioni. “Bisogna fare in modo che questa settimana maturino ulteriori risposte – ha aggiunto – che finora abbiamo ritenuto insufficienti”. Barbagallo ha fatto riferimento alle Pensioni per i giovani, le donne e la previdenza complementare. Sull’aspettativa di vita – ha aggiunto – lavorera’ una commissione che adottera’ criteri scientifici. Quanto alla separazione di assistenza e previdenza, il leader Uil ha fatto notare che si tratta di una promessa fatta diverse volte, che ora i sindacati vogliono vederle scritta. Infine, l’esigenza posta da Cgil, Cisl e Uil e’ di verificare che “tutte le risorse che vengano risparmiate non scompaiono tra le pieghe del bilancio del Paese e vengano utilizzate per dare risposte” ai lavoratori.