OGGI LA DIREZIONE, APPELLI A UNITA’ DA PISAPIA E VELTRONI
L’ appuntamento e’ per oggi pomeriggio al Nazareno dove nel fine settimana non si e’ mai smesso di lavorare alle possibili alleanze in vista della Direzione. Renzi apre un tavolo per costruire una coalizione e aprira’ la riunione “senza veti ma anche senza abiure”. Appelli all’unita’ da Pisapia e Veltroni ma Mdp e la sinistra, con Laura Boldrini e Piero Grasso, sembrano ormai su altre strade. La maggioranza cerca di evitare piu’ ordini del giorno e la minoranza non crede in un vero impegno per aprire agli ex di Mdp. Banco di prova, ius soli e biotestamento, sui quali la minoranza chiede precisi impegni invitando Renzi a non inseguire il centrodestra.
A poche ore dalla direzione del Partito Democratico, convocata per le 15 di oggi, aumenta il pressing sul segretario per aprire alla possibilita’ di una coalizione che comprenda tutto il fronte dle centro sinistra, Da Calenda a Bersani. Lo stato maggiore del partito, viene riferito, e’ al lavoro per fare appello a tutti per una solida alleanza di centro sinistra. E per ‘solida’ si intende che faccia riferimento ai temi concreti, da quelli in discussione nella legge di Bilancio al programma futuro. Al momento dall’ala orlandiana sono stati predisposti due documenti. Nel primo viene ribadita la vocazione maggioritaria del Pd e sottolineata la necessita’ di lavorare alla creazione di un campo largo di centro sinistra. Nel secondo documento viene indicata la strada per conseguire l’obiettivo attraverso una serie di proposte sulla legge di Bilancio che possano incontrare il favore degli ex compagni di partito di Mdp, ma anche del resto della sinistra. Ma l’ordine del giorno della minoranza potrebbe essere superato dalla relazione del segretario Matteo Renzi se, come viene spiegato da fonti Pd, si trattera’ di una relazione che “riassume” quanto chiesto dalla minoranza. La speranza e’ di ottenere un “via libera unanime” da parte della direzione.
Intanto pero’ gli appelli a Renzi perche’ lavori all’unita’ del centrosinistra si moltiplicano e si fanno sempre piu’ pressanti soprattutto dentro al partito. E quella di Walter Veltroni, padre nobile del partito, e’ la posizione piu’ forte tra quele espresse oggi: invece di ingaggiare uno scontro dentro la sinistra che finirebbe per spianare la strada alle peggiori destre, Renzi, domani in direzione, dica che intende chiudere la legislatura approvando Ius Soli e legge sul Biotestamento in questa legislatura. Poi, metta attorno a un tavolo le varie anime della sinistra e, con esse, il presidente del Senato, Pietro Grasso, che di quelle ‘anime’ potrebbe divenire il leader. Questo l’appello dell’ex segretario Pd che non risparmia critiche all’attuale gruppo dirigente dem. Da una parteRenzi deve imparare “a includere, accogliere anche quelli piu’ lontani da lui, accettare le osservazioni piu’ dure” perche’ “e’ cosi’ che si sta in una comunita’”. Dall’altra, pero’, occorre anche riconoscere che contro il segretario dem si e’ registrata una “acrimonia che colpisce”.
Stando a quanto riferiscono fonti Mdp, dai parlamentari Pd si susseguono gli appelli a dialogare. “Csoi’ facciamo vincere la destra”, sono le parole che vengono ripetute come un mantra da chi, nel Partito Democratico, fa appello alla responsabilita’ degli ex compagni di partito. Sara’ pero’ difficile che un punto di caduta possa essere trovato prima della tornata elettorale. “Una apertura di Renzi sul pacchetto sociale” rappresentato dagli emendamenti di Mdp alla legge di Bilancio, “potrebbe essere un punto di svolta”, spiega Alfredo D’Attorre, deputato Mdp. Ma non e’ detto che possa bastare, anche eprche’ il ‘peccato originale’ che i bersaniani attribuiscono al Pd e’ la legge elettorale: “Hanno messo insieme una legge elettorale ideale per la destra e adesso mi pare che si stiano rendendo conto dell’errore anche nel Partito Democratico”. I dati usciti dalle elezioni in Sicilia, storicamente un laboratorio in cui si verifica in piccolo cio’ che acadra’ alle politiche successive, desta allarme confermando lo scenario “bipolare che vede centro destra, da una parte, e Cinque Stelle dall’altra”, aggiunge D’Attorre.
Alla capogruppo al Senato, Cecilia Guerra, certi appelli all’unita’ risultano addirittura indigesti: “Queste persone dovrebbero chiedersi se hanno fatto tutto quanto era necessario per evitare che si approvasse questa legge elettorale”, sottolinea. Una legge elettorale che esclude, di fatto, le coalizioni – spiegano ancora i due esponenti Mdp – “salvo che per coalizione non si intenda il consegnarsi mani e piedi” all’azionista di maggioranza della coalizione, cioe’ il Partito Democratico. La strada che intende percorrere mdp, quindi, riane quella della costruzione di un progetto – ormai in stato avanzato – che aggreghi tutte le forze di sinistra, a cominciare da Pisapia passando per Civati e Sinistra Italiana, fino ad arrivare al movimento del Brancaccio di Montanari e Falcone. Dopo le urne, poi, ci si contera’ e si discutera’ sulla base dei rispettivi programmi. Con Mdp che si chiama furoi, a Renzinon resta che guardare a Pisapia dal quale oggi sono arrivati segnali di distensione. A Renzi, l’ex sindaco di Milano, chiede di abbandonare l’idea “suicida” dell’autosufficienza e di fare leva su “inclusione e coesione”. Una prova di buona volonta’, da questo punto di vista, sono la legge sullo Ius Soli e quella sul Biotestamento, “da approvare in questa legislatura”. Parole speculari a quelle di Veltroni a riprova che dalle Aule del Parlamento potrebbe passare l’ultimo treno per una coalizione di centro sinistra.