CAMUSSO, ACCORDO LONTANO. PIU’ ESENTI ADEGUAMENTO A 67 ANNI
Il governo sceglie di insediare un tavolo di confronto con i sindacati sulle pensioni e ottiene una tregua con il Pd. Il segretario della Cgil Susanna Camusso chiarisce che “l’accordo e’ ancora lontano” e che andra’ prima verificata la reale volonta’ dell’esecutivo di mettere mano anche al meccanismo che fa scattare gli adeguamenti dell’eta’ pensionabile all’aspettativa di vita. Il ministro Maurizio Martina, che parla a nome della segreteria, plaude all’apertura del tavolo per distinguere “tra le mansioni” che “non sono tutte uguali”. Le ipotesi che il governo sta esplorando sono diverse. Sull’esenzione dell’adeguamento a 67 anni per alcune categorie oltre i lavoratori usuranti, “la platea” degli esenti “sara’ ampliata”, come ha assicurato il viceministro Enrico Morando.
Un nuovo meccanismo di calcolo per adeguare l’eta’ pensionabile all’aspettativa di vita, che prenda in considerazione una media ed un confronto annui su un arco temporale piu’ esteso. E possa considerare anche gli eventuali cali dell’aspettativa. E’ una delle ipotesi su cui si ragionera’ al tavolo tra governo e sindacati. Si potrebbe anche riflettere sulla cadenza dell’adeguamento, ora triennale e poi biennale: se ad esempio diventasse annuale, secondo alcune valutazioni, si eviterebbero bruschi aumenti. Il risultato a cui si punterebbe e’ uno scatto piu’ soft.
L’accordo con il Governo sulle Pensioni “direi che e’ molto lontano. Mi pare che cio’ che abbiamo definito e’ la possibilita’ di provare a vedere se ci sono le condizioni di cambiare il meccanismo rispetto all’aspettativa di vita e di individuare quali sono lavori diversi che non consentono un infinito prolungamento del tempo di lavoro e dell’eta’ di lavoro. E’ ancora tutto da fare”. Lo ha dichiarato la segretaria generale della Cgil Susanna Camusso a margine delle iniziative in occasione del 60^ della scomparsa di Giuseppe Di Vittorio. E ha aggiunto:”Vedremo se le aperture che ieri ha fatto il Governo si traducono concretamente in una revisione generale del meccanismo e nel riconoscere la diversita’ dei lavori. Se no, da un lato ovviamente c’e’ sempre l’iter parlamentare della manovra e quindi il rapporto col Parlamento, e poi esiste sempre l’iniziativa sindacale”.
“Il meccanismo automatico di adeguamento dell’eta’ pensionabile all’aspettativa di vita va rivisto: occorre eliminare alcune palesi ingiustizie e incongruenze, cosi’ come e’ necessario ripensare il concetto di eta’ media generalizzata”: lo sottolinea in una nota il leader della Uil, Carmelo Barbagallo. “In questo quadro, – aggiunge – sono da considerarsi gravosi i lavori in diversi settori produttivi. Inoltre, noi chiediamo interventi a favore sia delle future Pensioni dei giovani che svolgono lavori discontinui sia di quelle delle donne che devono sobbarcarsi i lavori di cura. Puntiamo, poi, a un rilancio della previdenza complementare e a un adeguamento delle Pensioni in essere. Resta, infine, da risolvere la questione di fondo che a nostro avviso inficia ogni ragionamento statistico, ogni paragone con la realta’ europea e ogni valutazione sulle compatibilita’ finanziarie e di bilancio: si deve separare la previdenza dall’assistenza. Crediamo che, nei prossimi dieci giorni, ci siano le condizioni per giungere a una sintesi e trovare una soluzione: questa, almeno, e’ la nostra volonta’. Parallelamente, – conclude – e proprio nel tentativo di giungere in tempi brevi, a una positiva conclusione, proseguiremo nella nostra azione di pressione sul Parlamento e di mobilitazione nei luoghi di lavoro e sui territori”.