L’ombra di una “guerra lunga” in Medio Oriente e l’incubo del blocco totale dello Stretto di Hormuz scuotono i mercati globali. In una giornata di estrema volatilità, il prezzo del petrolio ha sfondato la barriera dei 100 dollari al barile, con il Brent che ha toccato picchi di 120 dollari prima di ripiegare grazie all’intervento coordinato delle grandi potenze.
Il G7 Finanze, riunito d’urgenza, si è detto pronto a liberare le riserve strategiche di greggio per calmierare i prezzi e contrastare quello che gli analisti definiscono uno “shock fisico sull’offerta globale”. Anche Vladimir Putin ha aperto a una possibile collaborazione con l’UE per stabilizzare il mercato, condizionandola però a un “segnale” politico da parte di Bruxelles.
Nonostante un parziale recupero nel finale di seduta, le Borse europee hanno bruciato 116 miliardi di euro di capitalizzazione. Parigi (-0,98%) e Francoforte (-0,77%) guidano i ribassi, mentre Milano limita i danni a un -0,29%. Il clima di incertezza è alimentato anche dai dazi annunciati dal Presidente USA Donald Trump, che hanno spinto l’indice Vix — il “termometro della paura” di Wall Street — ai massimi dall’aprile 2025.
L’impennata dei costi energetici riaccende lo spettro dell’inflazione. I mercati scommettono ora su due rialzi dei tassi da parte della BCE entro il 2026, una prospettiva che allarma il Ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti: “Sarebbe grave rispondere a uno shock esterno con una stretta monetaria che soffocherebbe l’economia”, ha avvertito il titolare del Tesoro.
Sul fronte interno, il Governo italiano corre ai ripari per evitare il salasso alla pompa:
- Accise mobili: Domani il Consiglio dei Ministri esaminerà un decreto per sterilizzare l’aumento dei carburanti.
- Allerta Prezzi: Il Ministro Urso ha convocato d’urgenza la commissione di sorveglianza per monitorare speculazioni su beni di largo consumo.
In serata si è registrato un lieve allentamento della tensione sui titoli di Stato: lo spread tra Btp e Bund chiude a 75 punti base, con il rendimento del decennale italiano al 3,60%.