A piazza del Popolo a Roma la manifestazione del PD per il Si’ al Referendum. ‘La piazza e’ del popolo’, e’ la scritta che campeggia sul palco, dove si alternano gruppi di musica popolare e interventi di persone comuni. Poi la chiusura di Matteo Renzi. Militanti del PD sono arrivati da tutta Italia grazie a 300 pullman e 7 treni charter messi a disposizione dall’organizzazione. Dalla stazione di Firenze ha viaggiato con 600 persone il ministro Boschi. Tra i cartelli esposti: ‘Renzi qualunque sia il risultato non ti devi dimettere’. Di Maio accusa: ‘Renzi non e’ stato capace di portare avanti una campagna per il si’ in autonomia. Ha avuto bisogno di un esperto pagato 400 mila euro, che si chiama Jim Messina. L’ha pagato il PD con i soldi dei rimborsi elettorali’. E Salvini: ‘Temo brogli nel voto degli italiani all’estero’.
Il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, a piazza del Popolo, a Roma, per la festa del Pd per il Si‘. Il suo intervento di chiusura della manifestazione: ‘Che bella questa giornata, è stato emozionante seguirvi oggi in questa piazza che è la piazza del popolo. Qualcuno si è chiesto che senso ha che in piazza ci sia il partito che è al Governo, che non urla sempre e solo No. Avevamo bisogno di questa giornata. Il senso c’è. Questa è piazza del Popolo non del populismo, degli uomini e delle donne che credono alla politica e vogliono bene all’Italia’. Così il premier e segretario Pd Matteo Renzi dal palco della manifestazione di piazza del Popolo. Il ministro per le riforme Maria Elena Boschi ha spiegato: ‘Abbiamo scelto di ritrovarci tutti insieme per dire come vogliamo cambiare l’Europa. E su questo speriamo che ci sia tutto il Pd. Il hashtag della manifestazione (#sivainpiazza), lo slogan ‘la piazza è del Popolo’. In piazza letestimonianze di persone comuni e musica folk, dalla nuova Compagnia di Canto popolare all’orchestra di piazza Vittorio.
In piazza ci sono tutti i ministri Pd, da Maria Elena Boschi (“Oggi la gente e’ protagonista”) a Paolo Gentiloni (“Tutto il mondo guarda al risultato del 4 dicembre”), e i sottosegretari, da Luca Lotti a Claudio De Vincenti. Sul palco Giuseppe Sala, a indicare il ‘modello Milano’ di centrosinistra vincente quando unito, e Giusy Nicolini. Renzi prende la parola alle 17, accolto dalle note di “O sole mio” che canticchia con la piazza. E subito un primo rifetimento al M5s. “Non basta dire onesta’, bisogna essere concreti”. Poi iironco: “Nessuno si permetta di lasciare un frigo in piazza…”. Il discorso ccae sull’Europa. C’e’ lo scontro in corso con Victor Orban: “Prima di parlare dell’Italia si sciacqui la bocca”. “Nel 2017 – avverte Renzi, aprendo un nuovo fronte – in Ue arrivera’ a scadenza il fiscal compact: non accetteremo di inserirlo nei trattati Ue”. E poi c’e’ il Pd. “In questi mesi abbiamo avuto qualche litigio di troppo, ma il nostro destino non e’ litigare ma cambiare l’Italia, adesso!”, dice Renzi, invocando unita’. “Questa legge per me va bene ma non ho ‘aperto’, ho ‘spalancato’ la porta a modifiche”, scandisce. “Con il No rischiamo di metterle indietro di una generazione”, avverte. “Il vero partito della nazione, che vuole bloccare l’Italia, e’ quello del No, che va da Brunetta a Travaglio, da Monti a Salvini, da Berlusconi a D’Alema”. Renzi chiede ai militanti di impegnarsi invitando a cena cinque amici o colleghi. E invita i giovani ad andare nelle universita’, a parlare alla fascia di eta’ che secondo alcuni sondaggi sarebbe piu’ critica. Infine una stoccata, tra i fischi della piazza, a Massimo D’Alema: “Un sindacalista dei pensionati mi ha detto: Noi votiamo Si’, perche’ li abbiamo visti all’opera”. Cuperlo, spronato dai militanti in piazza a votare Si’ (“Molti hanno votato per me al congresso”, nota), avverte che lavorera’ fino alla fine per un “accordo” sull’Italicum ma si puo’ riuscire solo se Renzi si fa “carico di chi non c’e'”. Ovvero i bersaniani, gelidi sulla scelta di Cuperlo di essere in piazza. “Una parte significativa dei nostri elettori – dice Roberto Speranza – oggi non c’era perche’ pensa di votare No. Vanno rispettati o il rischio e’ che non si sentano piu’ a casa nel Pd“. Da fuori, intanto, Luigi Di Maio attacca: “La campagna per il Si’ e’ pagata dagli italiani”. E Matteo Salvini si spinge oltre: “Temo brogli sul voto di 4mila italiani all’estero”.
“Sono qui consapevole dell’affetto che ho per questo popolo ma penso anche a quella parte della sinistra che in piazza non c’e'”. Lo ha detto Gianni Cuperlo arrivando in piazza del Popolo dove è stato accolto da Lorenzo Guerini. Molti militanti lo hanno salutato e applaudito, alcuni hanno gridato: “bravo Gianni, devi stare con noi”.
“Cuperlo ha detto le parole giuste: la piazza va rispettata. Il popolo del Pd non vuole vederci divisi”. Lo dice il vice segretario del Pd, Debora Serracchiani, arrivando a Piazza del Popolo, a proposito della presenza di Gianni Cuperlo, della minoranza Dem. “E’ una piazza del popolo, e’ questo il senso che abbiamo voluto dare a questa manifestazione: il popolo si riappropria della piazza e spiega le ragioni del Si'”, sottolinea Serracchiani.
“Oggi siamo in piazza per dire che ci vuole un’Italia piu’ giusta. Sul palco ci sara’ l’Italia che fa piu’ fatica, quella che non ha paura. Il tema non sara’ solo il referendum, ma quello che sta succedendo nel mondo del lavoro, nel mondo della scuola, della ricerca. Oggi la piazza e’ davvero del Popolo”. Lo ha detto la deputata e responsabile Scuola del Pd, Alessia Rotta, organizzatrice della manifestazione di oggi a Piazza del Popolo. “In piazza ci sono diverse anime del Pd. Dispiace che la minoranza abbia scelto di non esserci” ha aggiunto Rotta.
“Il modello Milano funziona. La sinistra deve stare insieme non solo perché uniti si vince – e io sono la prova provata – ma anche perché nei momenti difficili, come sui migranti, se hai tutti dietro sei più forte”. Lo ha detto il sindaco di Milano Beppe Sala dal palco della manifestazione Pd a Roma in piazza del Popolo. “La piazza del Sì è la piazza che sarà riempita dai cittadini che credono nelle possibilità innovative della riforma costituzionale, che a sua volta ha bisogno del Sì al referendum per il via libera definitivo. Il Paese si trova di fronte a un passaggio storico. Il Pd crede nella necessità di dare una svolta sul fronte del processo decisionale, migliorandolo e adeguandolo alle esigenze dei cittadini, del lavoro, dell’Europa. Soprattutto il Pd e il suo Gruppo parlamentare che rappresentano buona parte dei cittadini italiani si sono assunti la responsabilità di portare avanti la Riforma, oltre l’immobilismo, lo status quo, in poche parole oltre la paura del cambiamento prodotto di decenni di consociativismo passivo e debito pubblico. Oggi in Piazza del Popolo e in tutta Italia fino al 4 dicembre saremo con gli italiani per scrivere insieme una pagina nuova e avvincente del nostro Paese”. Lo ha detto Gea Schirò
“Oggi pomeriggio in tanti siamo in piazza per dire Sì e sostenere con la testa e con il cuore, da sinistra, il cambiamento che il Partito Democratico propone al paese. Ora serve davvero una spinta popolare e il protagonismo di tantissimi cittadini. Abbiamo sulle nostre spalle una responsabilità più grande di certe polemiche interne e dobbiamo insieme esserne all’altezza. Il cambiamento ha bisogno della forza dei cittadini. Migliorare le istituzioni per renderle finalmente più sobrie, veloci e semplici aiuta innanzitutto chi è più debole. Questione sociale e questione democratica sono ancora due facce della stessa medaglia e tocca a noi fare in modo che il 4 dicembre si compia un passaggio storico utile al cambiamento dell’Italia e dell’Europa”. Così il ministro delle Politiche agricole, Maurizio Martina a margine della manifestazione a Piazza del Popolo a Roma.