PENULTIMI OCSE
Pil italiano in crescita nei primi due trimestri 2017, ma sempre inferiore a quello del 2010, con il peggior andamento dopo la Grecia e alla pari del Portogallo tra i paesi Ocse. Lo si legge nel rapporto mensile Ocse, che segnala anche la crescita dei consumi privati, comunque al di sotto dei livelli del 2010.
I principali organismi internazionali e i centri studio privati sono concordi: la crescita del pil dell’Italia quest’anno sara’ superiore all’1,1% indicato prudentemente nel Def dal governo il quale quindi, nelle prossime settimane, provvedera’ a rivederlo al rialzo. L’occasione sara’ la Nota di aggiornamento al Def che, secondo quanto si apprende, verra’ presentata dall’esecutivo in Parlamento alcuni giorni prima del termine previsto dalla norma (27 settembre), forse gia’ prima del 20. Ancora incerto e’ di quanto verra’ spostata verso l’alto la previsione. Per l’Fmi il nostro paese chiudera’ il 2017 a +1,3%, per la Banca d’Italia a +1,4%, due stime entrambe di recente riviste al rialzo mentre quelle della Commissione Ue, ferme a maggio, parlano di un prudente +0,9%. L’Abi indica invece un +1,3% mentre l’Istat rileva che se verra’ mantenuto il ritmo di crescita un +1,5% e’ a portata di mano.
Dal Tesoro sia il ministro Padoan che il sottosegretario Baretta nei giorni scorsi hanno confermato il rialzo senza pero’ dare cifre, e ‘a titolo personale’ il capo della segreteria tecnica del Mef Fabrizio Pagani si e’ spinto a dire che per il nostro paese sia possibile superare la soglia dell’1,5%. Una stima condivisa da Vincenzo Boccia, presidente di Confindustria che giovedi’ diffondera’ le previsioni del proprio Centro Studi.
Certo ci vuole ancora una lunga strada per tornare a livelli pre-crisi (l’Ocse rileva che il Pil e’ ancora inferiore ai livelli 2010), la crescita e’ comunque piu’ lenta rispetto agli altri paesi europei e le incognite restano tutte li’: a partire dalla fine del Qe della Bce che pero’, pur rivedendo al rialzo la crescita dell’Eurozona, vuole muoversi con cautela. Le tensioni geopolitiche poi restano altissime e da ultimo l’effetto degli uragani potrebbe avere un impatto sull’economia Usa. Per l’Italia piu’ nello specifico gli elementi di incertezza sono in primis quelli politici mentre la vicenda bancaria, seppure faticosamente e dopo aver causato danni, appare in via di soluzione. Dopo l’aggiornamento del Def e con un Pil piu’ consistente, l’esecutivo dovra’ affrontare poi la legge di bilancio e la presentazione alle autorita’ europee del Documento programmatico di bilancio. Per entrambi, che hanno iter diversi, la scadenza e’ prevista intorno a meta’ ottobre ed e’ possibile che che vangano adottati contemporaneamente.