‘Nella legge di stabilita’ dobbiamo fare tutto cio’ che si puo’, e anche un po’ di piu’, per rilanciare l’economia’. Il viceministro all’economia Enrico Morando ammette che la crescita e’ inferiore a quella prevista e fissata nei documenti di finanza pubblica. Per il rilancio, spiega, si pensa ‘ad esempio al trattamento fiscale della quota di salario da contrattazione di secondo livello forfettizzato al 10 per cento, la riproposizione DEL superammortamento per gli investimenti in macchinari, il credito di imposta per il Mezzogiorno’.
“Non abbiamo bisogno di uno zero virgola qualcosa per rilanciare la crescita ma di uno choc positivo, come dicono gli economisti, a partire proprio dal Sud”. Ne e’ convinto Enrico Morando, viceministro dell’Economia, intervistato dal Mattino. I dati Istat sul Pil, dice, “non sono buoni, ma aspetterei a definire irraggiungibile l’1% di crescita a fine anno”. “Contesto il giudizio secondo cui si sarebbe esaurita la funzione positiva delle riforme che abbiamo realizzato”, sottolinea. “Anzi, vedo nei dati dell’occupazione la dimostrazione del contrario. Le riforme strutturali stanno funzionando anche se in alcuni comparti gli effetti non sono ancora quelli desiderati: penso alla Buona scuola che e’ un enorme investimento sul cambiamento del sistema di istruzione ma i cui effetti vedremo nel lungo periodo se la riforma non sara’ stravolta. E anche gli 80 euro: chi dice che non hanno fatto crescere i consumi nega una verita’”. “Il vero problema e’ che pur avendo favorito una certa ripresa non abbiamo ancora un volume adeguato di investimenti privati”. “E’ chiaro che il superammortamento limitato com’e’ ora al 2016 o un credito d’imposta per gli investimenti con l’attuale modesta dotazione finanziaria abbiano bisogno di essere irrobustiti. Il primo va prorogato anche per negli anni futuri e il credito d’imposta deve poter contare su maggiori risorse e su un meccanismo che non consideri solo la dimensione dell’impresa”. Per Morando va perseguito anche il ripristino della decontribuzione piena per le nuove assunzioni al Sud, mentre tra le altre ipotesi allo studio c’e’ il rilancio dell’edilizia. “Dobbiamo confermare da un lato gli incentivi per le ristrutturazioni e il risparmio energetico, dall’altro adottare misure che permettano a questi incentivi di essere applicati anche ai grandi condomini costruiti negli anni 60 e 70 nelle medie e grandi citta’ ai quali le detrazioni Irpef sono estranee a causa della presenza di troppi nuclei familiari incapienti verso l’Irpef stessa”. E poi “stiamo studiando misure piu’ robuste per aggredire il problema delle famiglie in poverta’ assoluta che nel Mezzogiorno sono maggiori che nel resto del Paese. Mi riferisco all’esigenza di dotare l’Italia – ecco un’altra riforma strutturale – di uno strumento universale di protezione delle famiglie povere a partire da quelle dove ci sono bambini. Anche per questa iniziativa la Legge di bilancio potrebbe essere la risposta piu’ immediata”.