“L’investimento Ecobonus è dedicato al patrimonio immobiliare privato e mira a promuovere l’efficientamento energetico delle abitazioni per affrontare la questione della povertà energetica. Vuole garantire il raggiungimento degli obiettivi REPowerEU di efficienza, di riduzione della domanda e di contrasto alla povertà energetica. Il costo dell’investimento complessivo è di 4 miliardi di euro, 2 per il 2024 e 2 per il 2025. La misura si basa su incentivi fiscali, attivati da tempo in Italia e potenziati dal 2020 con il cosiddetto Superbonus, ma corregge e indirizza il sostegno esclusivamente alle categorie di persone a basso reddito. In passato gli interventi sono stati prevalentemente attivati per edifici privati, a prescindere dalla fascia di reddito dei proprietari, mentre ora l’incentivo è destinato solo a famiglie a rischio di povertà energetica e ai giovani”. E’ quanto si legge nella bozza di revisione del Pnrr nella parte relativa al RepowerEu.
“Chiediamo la riapertura della cessione del credito per chi ha fatto le cose in regola e adesso si trova in grave difficoltà”. È la richiesta di un gruppo di cittadini che ha manifestato davanti al palazzo del Consiglio regionale. Si tratta di una sessantina di persone che fanno parte dell’associazione nazionale “Esodati del Superbonus”. Ma “siamo molti di più – precisano – e tanti hanno investito tutti i risparmi per effettuare i lavori, restando scoperti”. C’è chi racconta di cifre che toccano i 250mila euro. I manifestanti hanno distribuito un volantino dove si legge che “in Italia migliaia di persone sono state truffate da uno stato che, in maniera deliberata e scorretta, ha deciso di cambiare le regole di una legge, sulla base della quale tanti cittadini hanno impegnato, a vario titolo, il loro immediato futuro economico”. I cittadini chiedono un incontro con il Consiglio regionale e sottolineano, nella nota diffusa, che, “a causa delle 29 variazioni operate a partire da novembre 2021, il Superbonus 110% e il meccanismo della cessione del credito sono diventate una trappola senza uscita per famiglie, imprenditori e professionisti”.
Sul prolungamento del Superbonus, come suggerisce Ance, “ha senso fare una valutazione, la stiamo facendo a livello di governo in raccordo con il ministero dell’Econmomia, ma ha senso su un fatto, per verificare se tutti coloro che dovevano iniziare a seguito del famoso 22 novembre del 2022 a che punto sono, se sono al primo stato di avanzamento, al secondo stato”. Dunque “alcune valutazioni sono da fare per consentire il completamento delle opere”. Quindi “non parliamo di continuare il Superbonus ma di lasciar chiudere a coloro che lo hanno iniziato”, dice Gilberto Pichetto, ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica.