Cinque arresti e tre francesi fermati con mazze e coltelli fra i no Border, che oggi a Ventimiglia dovevano tenere una manifestazione organizzata. Dopo gli arresti, il gruppo che era in presidio nella localita’ al confine con la Francia, ha deciso di dare vita ad un corteo spontaneo. Polizia e carabinieri hanno bloccato l’accesso alla citta’ ai manifestanti, una cinquantina. Il gruppo di No border aveva tentato di avvicinarsi al commissariato dove si trovano i cinque arrestati delle ultime ore. Il gruppo ha poi sciolto il corteo riformando il presidio in piazza Costituente, alla periferia di Ventimiglia. Cordoglio per il poliziotto morto, ma i No Border precisano: “Non c’entriamo nulla”.
“Non vogliamo cadere in una trappola, quindi abbiamo cancellato la manifestazione in difesa degli immigrati che si doveva tenere nel centro di Ventimiglia“. Questo l’annuncio dei ‘No Borders’ di rinunciare al corteo dopo una serata, ieri, segnata dalla morte per infarto di un poliziotto. L’assistente capo Diego Turra, 53 anni, del Reparto Mobile di Genova, si è accasciato al suolo mentre erano in corso controlli all’ex caserma dei vigili del fuoco occupata dai ‘No Borders’. Non rispondiamo di questo”, hanno spiegato gli attivisti in conferenza stampa. “Chi è stato portato in questura è stato minacciato. Ma ora non è che la morte per cause naturali di un poliziotto possa diventare la causa per cui la polizia minaccia la gente di andare a prenderla casa per casa. Questa minaccia va valutata bene e noi l’abbiamo valutata bene. Abbiamo deciso di non cascare in un trappolone della polizia”, hanno aggiunto i ‘No Borders’, spiegando che per questo motivo hanno deciso di evitare il corteo e fermarsi in un presidio “statico” e “tranquillo”.
FERMI E FOGLI DI VIA. Una decisione dettata anche dai fermi e dai fogli di via fatti dalla polizia nella notte e in mattinata. I fogli di via distribuiti a piene mani dalla questura di Imperia sono una sessantina. Stamane l’arresto di tre francesi, fermati alla frontiera di Ponte San Ludovico.
Un sovrintendente capo di 50 anni della Polizia di Stato e’ morto per un infarto durante i tafferugli tra polizia e No border che ieri sera hanno occupato una ex caserma dei Vigili DEL fuoco a Ventimiglia. Cordoglio e’ stato espresso dal premier Matteo Renzi.
Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha inviato al capo della Polizia, Prefetto Franco Gabrielli, un messaggio di cordoglio per la morte, ieri a VENTIMIGLIA, di un poliziotto. “Nell’apprendere con profonda tristezza la notizia della tragica morte dell’assistente capo Diego Turra, impegnato in attività di servizio a VENTIMIGLIA, desidero esprimere a lei e alla polizia di Stato la mia solidale vicinanza – si legge in una nota – La prego di far pervenire ai familiari le espressioni della mia commossa partecipazione al loro cordoglio”.
Un poliziotto, Diego Turra, è morto di infarto nella tarda serata di ieri a Ventimiglia dopo alcuni tafferugli con alcuni attivisti No border solidali con i migranti che tentano di raggiungere la Francia. “Dolore per morte poliziotto a Ventimiglia“, ha scritto il governatore ligure Giovanni Toti su Twitter. “Rabbia per irresponsabili che alimentano tensioni e scontri. Zero tolleranza. Il governo intervenga”. Il presidente del Consiglio Matteo Renzi, a quanto si apprende, ha sentito il ministro dell’Interno Angelino Alfano e ha espresso il cordoglio per la morte dell’agente di polizia. Ieri alcune decine di migranti hanno raggiunto la spiaggia dei Balzi Rossi per chiedere l’apertura della frontiera con la Francia. Oggi è prevista una manifestazione di protesta dei circa 600 migranti rimasti nel centro temporaneo di accoglienza allestito dalla Croce Rossa.
“A Ventimiglia stiamo evitando un’altra Calais. Toti fa la sua parte da presidente della Liguria e da alleato della Lega. Noi la nostra: senza le nostre misure, Ventimiglia oggi sarebbe in una situazione drammatica. Nonostante il flusso sia continuo, il numero di migranti è costante. È la prova che le misure funzionano, a dispetto di una strumentalizzazione evidente delle forze antagoniste”. Lo annuncia il ministro dell’Interno Angelino Alfano in una intervista al Messaggero.
IL PUNTO – Si chiamava Diego Turra, aveva 53 anni e era originario di Albenga (Savona) l’assistente capo della Polizia in servizio presso il Reparto Mobile di Genova stroncato da un infarto ieri sera durante alcuni tafferugli con una cinquantina di attivisti No Border al Parco Roja di Ventimiglia. Secondo quanto finora ricostruito, Turra stava scendendo da un mezzo di servizio quando e’ stato colto da malore. Tutto avrebbe avuto inizio quando i No Border hanno iniziato a avvicinarsi al Parco Roja. La polizia ha detto loro di allontanarsi, senza ottenere risposte. Alcuni di loro, tra i quali una ragazza col volto coperto, hanno cominciato a lanciare bottiglie e pietre contro le forze dell’ordine. A quel punto la polizia e’ stata costretta a tirare lacrimogeni per disperdere i manifestanti, che si sono spostati lungo il ponte Aniante. E’ stato allora, secondo la ricostruzione, che Turra e’ sceso dal mezzo venendo colto da malore. Portato d’urgenza in ospedale e’ spirato poco dopo.
Sostegno e rispetto alle forze dell’ordine che ci proteggono tutti i giorni e un addio a Diego,servitore della patria morto in servizio.