Renzi chiude all’ipotesi di spacchettamento: “non sta in piedi, la Costituzione ha delle regole e la maggioranza dei giuristi dice che non e’ possibile fare il referendum a’ la carte”.
Il quesito sulle riforme costituzionali sara’ uno solo: no allo spacchettamento proposto dai Radicali, “che non sta in piedi”, e al referendum “a’ la carte”. Matteo Renzi respinge cosi’, rispondendo alle domande del Corriere della Sera Tv, la richiesta di ‘sezionare’ in piu’ parti la domanda da sottoporre al giudizio degli elettori per la consultazione del prossimo autunno che “a naso”, dice, potrebbe tenersi “il 6 novembre”, visto che il 30 ottobre c’e’ un ponte. “Conto sul buon senso degli italiani, che sono molto meglio di come i politici li dipingono e capiscono perfettamente; il problema che non capiscono il quesito”, insiste, non esiste, taglia corto prima di attaccare il Movimento 5 stelle. Per il premier gli elettori grillini “voteranno per ridurre le poltrone” mentre i parlamentari pentastellati “voteranno no perche’ hanno paura di perdere la poltrona”. Impossibile, invece, prevedere come si comportera’ Silvio Berlusconi: “Al momento ha detto No, ma non so cosa fara’”. Affrontando la questione Italicumm ribadisce la linea espressa piu’ volte negli ultimi giorni: “Per me la Legge elettorale c’e’. Quando siamo arrivati non c’era” perche’ era stata “cancellata dalla Corte Costituzionale”. “Con l’Italicum – spiega – chi arriva primo alle elezioni politiche vince” ma se i parlamentari hanno le capacita’ di modificarlo “si accomodino”. “Ho gia’ detto che sul mio futuro non apro piu’ bocca”, cosi’ come non diro’ nulla “su cosa faro’ da grande”, conferma infine Renzi che poi confessa: “Mi manca una campagna elettorale. Ci metto la faccia”.