A tenere a battesimo l’anteprima del Programma 2026 del Festival Letterario Giuridico IusArteLibri e del Premio “Il Ponte della Legalità” è il Comune di Roma. L’avv. Cristina Michetelli, Consigliere dell’Assemblea Capitolina e Assessore della Città Metropolitana di Roma, apre le porte di Villa Altieri e nel porgere il saluto del Sindaco di Roma, conferma il patrocinio ed il sostegno al prestigioso progetto socio-giuridico ideato dall’avv. Antonella Sotira Frangipane.
“Non c’è Futuro senza Memoria”, è il tema scelto per l’edizione 2026 del premio che con la prima opera vincitrice della selezione saggi, amplia le arcate del ponte di libri fra Terre e Uomini di Valore, partendo da Gaza, una “Terra feroce” dove le Libertà sono state ferocemente negate e ferocemente rivendicate.
L’opera “Storia di Gaza. Terra, politica, conflitti” (editore Il Mulino) di Arturo Marzano, docente di Storia Contemporanea all’Università di Roma Tre e di Pisa, è una lettura necessaria in questi tempi di peste in cui la cronaca giornalistica alimenta tifoserie e schematismi che monopolizzano il dibattito pubblico in Italia e all’estero.

Come scrive l’autore nell’Introduzione, l’obiettivo è «restituire storia a una terra schiacciata sulla cronaca», perché solo attraverso un’analisi di lungo periodo si può cogliere la ricchezza di quel territorio, superare la cronaca e a dare complessità a una realtà troppo spesso ridotta a stereotipo.
Il dibattito moderato da Guido Boffo, vice direttore de Il Messaggero, è stato animato dagli interventi di Giuseppe Provenzano, Responsabile Esteri del PD, Maria Luisa Fantappiè, Responsabile IA del Programma Mediterraneo Medio Oriente Africa,e Pier Luigi Sabbatini saggista esperto di relazioni internazionali e cooperazione, facendo emergere il vero pregio dell’opera: la capacità dell’autore di coniugare rigore e chiarezza nel procedere alla ricostruzione storica e nel suggerire prospettive di riflessione.

Quando pensiamo a Gaza, l’immagine che affiora è quella di guerra, distruzione e sofferenza. Ma Gaza è stata molto di più: una terra dalla storia millenaria e un crocevia di culture, che per secoli ha conosciuto prosperità, bellezza e normalità. Prima di diventare “Striscia” nel 1948, Gaza è stata per secoli un nodo commerciale, un luogo di incontri e scambi per le carovane che collegavano la penisola arabica all’Anatolia e il Nord Africa all’Asia centrale. A questa ricchezza mercantile si aggiungevano la fertilità della terra e la vivace tradizione intellettuale, culturale e religiosa: una situazione, dunque, lontana anni luce dalla desolazione odierna.
Basandosi su fonti diplomatiche, rapporti di organizzazioni internazionali e ONG, stampa coeva, testimonianze dirette, letteratura palestinese e una bibliografia molto ampia, Marzano ricostruisce le vicende di Gaza dalle origini agli eventi più recenti, con particolare attenzione agli ultimi 150 anni. Ne emerge la centralità della Striscia nel conflitto israelo-palestinese: un vero “avamposto” di dinamiche che si sono poi estese all’intero territorio, dalle incursioni dei Fedayin alla Prima Intifada, dalla nascita di Hamas alla costituzione dell’Autorità Palestinese; tutti eventi che hanno avuto luogo a Gaza prima di diffondersi nel resto della Palestina.



Il volume supera la visione di Gaza come sinonimo di Hamas e di terrorismo, restituendo la pluralità di voci e di esperienze della politica, della società civile, delle associazioni locali – comprese quelle femminili e femministe – e delle forme di resilienza quotidiana.
Soprattutto, dà spazio ai gazawi: ai profughi del 1948 e ai loro discendenti, agli intellettuali, agli attivisti per i diritti umani, ai dissidenti. Contestualizza l’orrore del 7 ottobre, condannato senza esitazioni come atto terroristico, nella lunga storia di violenza che ha segnato la Striscia dal 1948 fino ad oggi, tra operazioni militari israeliane contro i gruppi armati palestinesi e massacri di civili.

Nonostante l’ultimo capitolo affronti temi molto divisivi, come il genocidio compiuto da Israele- termine che l’autore sceglie di utilizzare, pur con estrema cautela, a partire da numerosi studi di storici e giuristi palestinesi, israeliani, internazionali- la prosa saggistica cede il posto ad una narrazione equilibrata perfettamente rispondente alla visione umanistica dell’autore.
I pochi e delicati accenni all’esperienza che Marzano ha fatto sul campo, vivendo a lungo in Terra Santa come studioso e come cooperante volontario, consentono al lettore di percepire l’umiltà intellettuale dell’autore che senza alcuna albagia da accademico, manifesta la necessità e la responsabilità di tutta la comunità internazionale di restituire dignità alla popolazione gazawi prima ancora che alla terra di Gaza.
Il dibattito seguitissimo anche in streaming ha coinvolto il pubblico. Oltre al Direttivo IusArteLibri con il manager Francesco Greco, la scrittrice Fabia Baldi, l’avv. Cinzia Scalise, la dott.ssa Annalisa Ceccarelli, erano presenti moltissimi studenti del Liceo Tacito e del Liceo Mamiani e neo universitari che hanno prontamente esortato il Prof. Marzano a varcare le porte delle aule.