IN PORTOGALLO 31 MORTI PER GLI INCENDI CAUSATI DALL’URAGANO
Un’anziana signora e’ la prima vittima dell’urgano Ophelia in Irlanda. La donna si trovava a bordo della propria auto nei pressi di Aglish quando un albero e’ precipitato sul mezzo uccidendola. Oltre 120 mila abitazioni sono senza luce in Irlanda mentre in Galles, dove la tempesta e’ attesa nelle prossime ore, e’ scattata in anticipo la chiusura della scuole per motivi precauzionali. Si appesantisce intanto il bilancio delle vittime dei violenti incendi che hanno interessato alcune aree della Spagna e del Portogallo, causati dal passaggio dell’uragano. 31 persone sono morte in Portogallo. Tre invece le vittime nella Galizia spagnola.
Prima vittima in Irlanda a causa di Ophelia, l’uragano ‘anomalo’ che, dopo essersi formato in mezzo all’Atlantico, si e’ diretto verso il settore orientale dell’oceano. Superate le isole Azzorre portoghesi, l’uragano e’ stato declassato a tempesta ma si sta avvicinando all’Irlanda dove ha gia’ causato una vittima: una donna, l’unica occupante di un’auto su cui e’ caduto un albero sradicato dai venti che soffiavano con raffiche fino a 148 chilometri orari. Le autorita’ irlandesi, che hanno decretato la chiusura delle scuole, hanno invitato la popolazione a non uscire di casa fino a quando l’evento atmosferico non sia passato oltre. Intanto, circa 120mila case sono state lasciate senza luce elettrica e ci vorranno giorni, ha fatto sapere la societa’ che gestisce la rete, per ripristinarla.
Bruciano ampie zone del Portogallo e della Spagna (nel nord, in Galizia) e sono gia’ almeno 35 le vittime, ma il bilancio cresce di ora in ora. La situazione piu’ drammatica e’ in Portogallo, dove si registrano gia’ 31 vittime. Domenica e’ stata la giornata peggiore dall’inizio dell’anno, con piu’ di 443 incendi. Nella meta’ settentrionale del Paese, tutte le regioni sono in allerta rosso. Nella notte e’ stato dichiarato lo stato di calamita’ naturale. E’ una misura di emergenza per attivare tutti i mezzi per combattere le fiamme, ma anche il premer, Antonio Costa, ha ammesso che non ci sono abbastanza pompieri per far fronte agli incendi attivi: 7000 vigili del fuoco sul campo, oltre un centinaio di incendi ancora attivi. Le autorita’ temono che non sia stata solo la combinazione micidiale di caldo opprimente, vento e umidita’ portati dalla vicinanza dell’uragano Ophelia ad aver scatenato i focolai, ma che ci sia anche un’attivita’ dolosa. Di certo, il fatto che siano decine di focolai anche in Galizia, esclude che possano arrivare aiuti dalla Spagna. Le autorita’ portoghesi hanno attivato il Meccanismo europeo di protezione civile, che consente di chiedere aiuto agli Stati membri dell’Ue e al Marocco. Il meccanismo e’ stato attivato varie volte nel corso dell’ultima estate, ma e’ la prima volta che la Spagna non potra’ dare risposta.
L’avanzare delle fiamme ha costretto a evacuare vari villaggi e anche alcun quartieri di importanti citta’ portoghesi. Vicino a Lisbona, la citta’ di Mafra,, circondata da ameno cinque roghi, ha dovuto evacuare gli abitanti. Lo stesso a Braga e a Vila Nova de Gaia, sull’altro lato del fiume Duero della citta’ Oporto. A Lleiria, la base aerea di Monte Real, ha aperto le porte per accogliere chi ha dovuto lasciare la casa: e’ stata anche evacuata una residenza di anziani. Tra le vittime, una donna incinta, che ha avuto un incidente a causa della scarsa visibilita’ provocata dal fumo, mentre cercava di allontanarsi da un rogo. E un uomo, ipo-udente, raggiunto dalle fiamme mentre cercava di fuggire. La situazione e’ preoccupante anche in Spagna, dove si registrano gia’ quattro vittime e circa 20 feriti. Nonostante la pioggia, i venti che hanno rallentato l’intensita’ e la temperatura calata, nella comunita’ autonoma della Galizia continuano ad essere attivi piu’ di 105 incendi, alcuni anche vicino a zone popolate (16 sono di tipo 2, comportano cioe’ un rischio reale per la popolazione). Problemi anche a Vigo, la citta’ piu’ popolosa della Galizia, tanto che in vari istituti di Vigo e Pontevedra, ma anche all’universita’, sono state sospese le lezioni. Decine di focolari anche nelle Asturie. Il premier spagnolo, Mariano Rajoy, e’ volato sul posto per supervisionare la crisi. Di fronte alle migliaia di ettari andate in cenere, il presidente della comunita’, Alberto Nunez Feijoo, ha parlato di “terrorismo incendiario”; e il ministro dell’Ambiente, Isabel Garcia Tejerina, ha chiesto alla cittadinanza di collaborare per trovare “chi e’ responsabili di causare tanto danno”. Il presidente della Xunta, Nunez Feijoo, domenica ha ventilato anche che gli incidenti potrebbero essere arrivati da Portogallo e si e’ lamentato della gestione portoghese. In effetti, ci sono focolai su entrambi i lati dell frontiera. Gli effetti dell’uragano Ohelia e gli incendi arrivati dal Portogallo hanno poryato la Galizia a una “situazione critica” e Nunez Feijoo ora parla “attivita’ incendiaria omicida”.