Romano Prodi rompe il silenzio e annuncia che votera’ Si’. ‘Anche se le riforme proposte non hanno certo la profondita’ e la chiarezza necessarie – spiega -, per la mia storia personale e le possibili conseguenze sull’esterno, sento di dovere rendere pubblico il mio si’, nella speranza che questo giovi al rafforzamento della nostre regole democratiche soprattutto attraverso la riforma della legge elettorale’. Renzi ribadisce: ‘voglio che sia chiaro, chi vuole bloccare la Casta ha in mano una matita domenica. Se poi gli italiani dicono no, preparo i pop corn per vedere in tv i dibattiti sulla Casta’. Il segretario della Lega Matteo Salvini: ‘secondo me Renzi fa saltare il tavolo comunque, sia che vinca il Si sia che vinca il No, con buona pace del Financial Times e dei mercati’.
“Sento di dovere rendere pubblico il mio Si’, nella speranza che questo giovi al rafforzamento della nostre regole democratiche soprattutto attraverso la riforma della legge elettorale”, ha sottolineato Prodi in una nota. Sorpresa e sconcerto da parte della minoranza dem: “Aveva detto che sarebbe stato zitto, evidentemente qualcuno soprattutto all’estero lo ha tirato per la giacchetta”, osserva un senatore Pd contro il ddl Boschi. “Non mi sembra un si’ entusiasta”, commenta Bersani, ma il partito del Nazareno – da Marcucci a Zanda e a tanti altri – festeggia la novita’ dell’ultima ora. “Grazie a Prodi che votera’ si’ pur non condividendo tutto ma riconoscendo che c’e’ un’esigenza per il Paese”, afferma Renzi. Ma c’e’ anche chi nel fronte del Si’ teme che l’ok di Prodi possa in realta’ frenare i moderati che si recheranno alle urne. “Potrebbe pesare in maniera negativa per quegli elettori di Forza Italia che si erano convinti a dire si'”, azzarda un renziano. Nel frattempo il presidente del Consiglio prosegue il suo tuor nel Paese (oggi era ad Ancona e Macerata) e in tv: stasera sara’ a ‘Porta a porta’ e a ‘Matrix’, domani dovrebbe essere a ‘Mattino 5′ e a Sky. Venerdi’ invece la festa di piazza della Signoria a Firenze. La convinzione del premier e’ che le riforme taglieranno il traguardo. Qualora, invece, non dovesse arrivare il via libera dei cittadini, il presidente del Consiglio – spiegano i suoi – fara’ ogni valutazione con il Capo dello Stato, Mattarella. Ma i fedelissimi del premier sono convinti che nell’eventualita’ di una vittoria del No arriverebbero le sue dimissioni dopo aver portato in sicurezza la legge di bilancio. Renzi in quel caso potrebbe accettare un reincarico solo al termine della partita e a determinate condizioni. “Con il si’ si creerebbe un nuovo regime”, insiste Berlusconi; “se vince il Si’ noi siamo nel regime del governo del capo”, e’ il parere anche di Bersani. Intanto la campagna elettorale assume connotati sempre piu’ di battaglia: il fronte del No giudica ingannevole il fatto che Renzi abbia mostrato il facsimile della scheda dell’elezione dei senatori all’estero. Nel mirino del fronte del Si’ e’ finito Giuliano Parodi, sindaco di Suvereto: “Alex Zanardi vota SI… peccato lo facevo piu’ in “gamba”, la battuta del primo cittadino del comune toscano in provincia di Livorno.