Il Comitato di presidenza del Csm ha investito il pg della Cassazione, titolare dell’azione disciplinare, del caso del presidente del Tribunale di Bologna, Francesco Caruso, che su facebook aveva definito la riforma costituzionale fondata su ‘corruzione’ e ‘clientelismo’. Il vertice del Csm ha anche inviato l’articolo della gazzetta di Reggio, che aveva descritto il post del giudice, alla Prima commissione perche’ valuti se ci sono gli estremi per un eventuale trasferimento d’ufficio per incompatibilita’ funzionale. Non commenta la decisione Caruso che vuole rimanere ‘chiuso nel riserbo’.
Una pratica in prima commissione per verificare eventuali profili di incompatibilita’ funzionale. E’ quella che ha aperto il Csm nei confronti del presidente del Tribunale di Bologna Francesco Maria Caruso, in relazione al suo intervento per il ‘No’ al referendum, scritto su Facebook dal magistrato e pubblicato martedi’ scorso sulla Gazzetta di Reggio Emilia. Il comitato di presidenza di Palazzo dei Marescialli ha trasmesso copia dell’articolo alla prima commissione, nonche’ al procuratore generale della Cassazione, titolare dell’azione disciplinare, per le valutazioni di competenza. Caruso, da poche settimane alla guida dell’ufficio giudiziario bolognese, nel suo post su Facebook aveva definito la riforma “fondata su valori del clientelismo scientifico e organizzato, del voto di scambio, della corruzione e del trasformismo”. Questo intervento ieri, dopo la pubblicazione sul quotidiano, ha scatenato polemiche in campo politico: il magistrato ha precisato che il suo scritto “non era destinato alla pubblicazione sul giornale, non richiesta ne’ autorizzata”, poiche’ si tratta di un “testo privato”.