Con la riforma del pubblico impiego ci saranno “circa 50 mila” stabilizzazioni: “abbiamo considerato coloro che hanno contratti temporanei da oltre tre anni. Il piano sara’ in vigore dal 2018 al 2020”. Lo afferma il ministro Maria Madia, in un’intervista in apertura del Messaggero, nella quale spiega anche che “va ripreso un reclutamento regolare”: “Stiamo ragionando nell’ambito del governo di rivedere il turn over per gli enti locali. Nel Testo unico ci sara’ una norma sperimentale sulle Regioni e sulle Citta’ metropolitane virtuose”. Inoltre per il rinnovo del contratto “ci sono 900 milioni per il 2017 che diventano 1,2 miliardi nel 2018”.
Parlando della norma sui licenziamenti lampo, osserva che “quello che suscita l’indignazione dei cittadini non e’ tanto sapere che esiste una minoranza di dipendenti infedeli. Piuttosto cio’ che fa arrabbiare e’ che davanti all’evidenza di un comportamento scorretto, viene percepito un lassismo nel sanzionarlo. Premesso che i licenziamenti non sono il cuore della riforma, il nostro primo intervento in questo contesto, e’ stato di equilibrio e buon senso”. Quindi aggiunge che “nel Testo unico che approveremo giovedi’ avremo una norma che impone al contratto la sanzione sulle assenze di massa e reiterate”. Per quanto riguarda la valutazione del merito, il ministro spiega che “il 50% del salario accessorio deve essere legato alla performance”, ma non sara’ ‘individuale’, “ci saranno obiettivi generali, d’intesa con Comuni e Regioni”, come “per esempio il taglio dei tempi delle liste d’attesa, un minor tempo se chiedo un ammortizzatore sociale, piu’ servizi digitali”.