L’offensiva russa non si arresta e, con l’inverno alle porte, colpisce duramente le infrastrutture energetiche e le aree residenziali in Ucraina, lasciando sul campo almeno sei vittime civili e provocando estese interruzioni di elettricità e gas. L’attacco sferrato nella notte di sabato, secondo l’Aeronautica Militare di Kiev, ha visto l’impiego di ben 458 droni e 45 missili, di cui 409 droni e nove missili sarebbero stati abbattuti.
I raid aerei e i bombardamenti hanno causato danni diffusi: Vittime Civili: A Dnipro, un drone ha colpito un edificio civile uccidendo tre persone e ferendone dodici, tra cui dei bambini. Altre tre vittime si contano a Zaporizhzhia. Blackout e Disagi: Diverse regioni, inclusa la capitale Kiev, hanno dovuto annunciare interruzioni di emergenza di elettricità e acqua. La compagnia nazionale del gas ha segnalato danni ai suoi impianti di riscaldamento, classificando l’evento come il “nono grave attacco di questo tipo dall’inizio di ottobre.” Colpite anche le reti ferroviarie, che hanno subito rallentamenti.
La Versione di Mosca: Il Ministero della Difesa russo ha affermato di aver preso di mira “aziende all’interno del complesso militare-industriale ucraino e impianti di gas ed energia che supportano le loro operazioni.”
L’epicentro dei combattimenti a terra resta intorno a Pokrovsk, nel Donbass, dove l’Armata di Vladimir Putin sembra determinata a ottenere una vittoria che sul campo manca dal 2023, anche a costo di sacrifici umani ingenti.
Fonti militari ucraine, pur lodate dal Presidente Zelensky per la loro resistenza, descrivono una situazione critica con i russi che avanzano con numeri così “elevati che gli operatori di droni semplicemente non riescono a tenere il passo”.
Militari ucraini alla CNN: “I russi spesso si muovono in gruppi di tre, contando sul fatto che se due verranno eliminati, uno riuscirà comunque a raggiungere la città e a stabilirvi un punto d’appoggio.”
Nonostante la città abbia perso la sua funzione originaria di hub logistico, a causa dei precedenti attacchi, la sua conquista è diventata un obiettivo primario e simbolico per Mosca, che avrebbe schierato circa 170mila soldati nella regione. L’avanzata russa è confermata anche dalla mappa open source Deepstate, gestita dall’Ucraina.
Nel frattempo, in Russia è riapparso il longevo Ministro degli Esteri, Serghiei Lavrov, la cui assenza a una recente seduta del Consiglio di Sicurezza nazionale aveva alimentato speculazioni su una sua presunta caduta in disgrazia.
Lavrov ha affrontato un altro tema caldo, dichiarando che “Mosca non ha ricevuto alcuna spiegazione da parte di Washington, attraverso i canali diplomatici, in merito alle dichiarazioni di Trump sulla ripresa dei test nucleari.” Il capo della diplomazia russa ha glissato sulla sua assenza, limitandosi a dire che le istruzioni date dal Presidente in quell’occasione “sono state recepite e sono in fase di elaborazione.”