Di Maio presenta la card numero 1 del reddito di cittadinanza. ‘Lo Stato torna amico dei cittadini’, dice. Per l’Istat la platea interessata è di 1,2 milioni di famiglie, 2,4 milioni di persone. Un quarto dei beneficiari saranno casalinghe. Confindustria dice no: ‘L’assegno e’ alto e scoraggia il lavoro’. Per il presidente dell’Inps Boeri ‘il grosso di quota 100 gravera’ sulle generazioni future’, perche’ la riforma ‘aumentera’ il debito implicito di 38 miliardi’.
Dal punto di vista quantitativo, per l’Istat il reddito di cittadinanza potrebbe interessare un milione 308 mila famiglie e due milioni e 706 mila individui, con un importo annuo medio per famiglia pari a 5 mila 45 euro. Il costo totale è pari a 6,6 miliardi di euro per il 2019. E se i single rappresentano il 47,9% dei beneficiari, spunta il dato delle casalinghe, quasi un quarto (il 23,6%) del totale in età di lavoro. Tra i beneficiari, infine, solo il 6% sono laureati (circa 120mila), mentre gli stranieri sono meno dell’11%.
La riforma è stata analizzata anche dalla Corte dei Conti, che mette nero su bianco come in termini di deficit e debito pubblico dei prossimi tre anni pesi per 17 miliardi. Il redditone? Viene visto come “un rilevante cambiamento e un potenziale progresso nelle politiche di protezione sociale, ma richiede per il presidente Angelo Buscema “un attento monitoraggio della spesa”.
Critiche anche da Rete Imprese Italia, con il presidente Giorgio Merletti che spiega come il reddito di cittadinanza “rischia nel tempo di prevalere la componente assistenziale se esso non verrà accompagnato da subito da tutti i provvedimenti amministrativi e dagli investimenti in risorse umane e tecnologia per la realizzazione della finalità primaria, di innescare processi virtuosi per la ricerca di occupazione”.