Il giudice di Milano ha respinto i ricorsi presentati dall’ex presidente della Corte Costituzionale Valerio Onida sull’eccezione di legittimita’ costituzionale istitutiva del referendum nel punto in cui non prevede l’obbligo di ‘spacchettamento’ del quesito quando ci sono piu’ temi. Per il Tribunale ‘il quesito non lede la liberta’ di voto’ e ‘la natura oppositiva del referendum costituzionale sarebbe snaturata laddove si ammettesse la scissione dei quesiti’. Intanto il Consiglio di Stato ha respinto l’istanza di sospensiva urgente del referendum presentata dal Comitato per il No. Ieri a tarda sera in un dialogo in diretta Fb, Renzi ha scritto che ‘il Si’ equivale a cambiare, e’ un voto contro la vecchia guardia che ha fallito e ora e’ unita solo dall’odio’.
Il Tribunale civile di Milano ha rigettato entrambi i ricorsi sul quesito referendario presentati dal professor Valerio Onida e da un pool di avvocati. Lo comunica in una nota il presidente del Tribunale Roberto Bichi.
A prendere la decisione il giudice civile di Milano Loreta Dorigo. I ricorrenti chiedevano l’intervento della Consulta sostenendo che la legge istitutiva del referendum del 1970 violerebbe il principio costituzionale della liberta’ dell’elettore non lasciandogli la possibilita’ di esprimere orientamenti diversi su materie eterogenee, come il Cnel e il bicameralismo. Secondo Onida e gli altri legali, la legge presenterebbe profili di incostituzionalita’ nella parte in cui non prevede che il voto debba svolgersi su un quesito omogeneo. La legge prevede che la Corte Costituzionale possa esercitare un potere di sospensione del referendum solo nel caso dei conflitti tra Stato e Regione. Onida in udienza aveva affermato che la Consulta avrebbe potuto estendere questo suo potere per via analogica posticipando il referendum a una sua decisione. Tutte questioni non piu’ attuali vista la bocciatura del ricorso.
La “natura oppositiva del referendum costituzionale” verrebbe “a mancare, e ad essere irrimediabilmente snaturata laddove si ammettesse la parcelizzazione dei quesiti”. Lo scrive il giudice Dorigo nell’ordinanza con cui ha respinto il ricorso di Valerio Onida, provvedimento, in sostanza, simile a quello con cui ha bocciato anche la richiesta di un pool di legali. Per il giudice “il referendum nazionale non potra’ che riguardare la deliberazione parlamentare nella sua interezza”.
“Evviva, si stanno creando le condizioni per la tempesta perfetta del 4 dicembre che travolgera’ Renzi ed il suo Governo con una valanga di No. Per fortuna il Tribunale di Milano ha respinto il ricorso del professor Onida che avrebbe determinato uno slittamento della data del referendum, consentendo a Renzi di continuare a restare al Governo, e di continuare a fare perenne campagna elettorale utilizzando la sua carica di premier, rinviando il giudizio con cui il popolo lo avrebbe rimandato a casa”. Lo afferma il sen. Roberto Calderoli, vicepresidente del Senato e responsabile organizzazione e territorio della Lega Nord. “Un rinvio della consultazione – aggiunge – avrebbe fatto comodo solo a Renzi e avrebbe rappresentato un accanimento terapeutico per un Governo che ormai va considerato un malato terminale, in coma depasse'”. “Il 4 dicembre – conclude Calderoli – si vota e il vento che ha spirato prima dalla Gran Bretagna con la Brexit e ora il tifone in arrivo dagli Stati Uniti travolgeranno questi dilettanti allo sbaraglio. A Renzi da ieri mattina e’ passata la ‘hillarita” ed e’ finito in ‘trumpola’…”.