Proteste e disordini in tutti gli Stati Uniti contro Trump. Manifestazioni cosi’ imponenti e diffuse non si erano mai viste in America dopo l’elezione di un presidente. Trenta persone sono state arrestate a Manhattan dove in migliaia, nonostante la pioggia, si sono radunate a Union Square e hanno poi sfilato verso Midtown fino alla blindatissima Trump Tower sulla Fifth Avenue, dove si trova l’abitazione del miliardario. Bruciate maschere ed effigi con il volto di Trump. Altri 13 arresti a Los Angeles. Parte intanto il periodo di transizione. Oggi alla Casa Bianca appuntamento tra ‘i due presidenti’, dopo l’invito di Obama. Il ‘transition team’avrebbe gia’ elaborato una short list di 41 nomi per riempire le caselle della futura amministrazione.
Grandi proteste in molte città degli Stati Uniti contro l’elezione a presidente di Donald Trump. A New York migliaia di manifestanti sono scesi in strada, nel centro di Manhattan, in un lungo corteo fino davanti alle Trump Tower, sede di Trump sulla Fifth Avenue. Alcuni hanno anche bruciato maschere ed effigi che rappresentavano il volto del nuovo presidente. Altre centinaia di persone si sono riunite invece in un parco della Grande Mela gridando ‘Non è il mio presidente’. Secondo i media locali, almeno 30 persone sono state arrestate a Manhattan.
Una protesta di circa 6mila ha paralizzato il traffico di Oakland, in California. I manifestanti hanno lanciato oggetti contro la polizia in assetto antisommossa, bruciato rifiuti e rotto finestre dei negozi. Gli agenti hanno risposto lanciando gas lacrimogeni sui manifestanti. Nel centro di Chicago, circa 1.800 persone si sono radunate fuori al Trump International hotel e Tower gridando ‘NO Trump. No Ku Klux Klan, No razzismo in Usa”. La polizia di Chicago ha chiuso le strade intorno al centro bloccando il corteo dei manifestanti. “Sono veramente terrorizzata per quanto sta accadendo in questo Paese”, ha dichiarato la 22enne Adriana Rizzo con in mano un cartello: “Goditi i tuoi diritti, fin che puoi”.
Los Angeles i manifestanti seduti sulla Hollywood Freeway hano bloccato il traffico sfidando la polizia presente in assetto antisommossa. A Seattle, la polizia è intervenuta in una sparatoria che ha provocato 5 vittime vicino al luogo delle proteste anti-Trump. Le autorità hanno confermato che l’incidente non era legato con la manifestazione. I dimostranti hanno protestato soprattutto contro la volontà di Trump di costruire un muro con il Messico per fermare l’ingresso di migranti in forma illegale. In centinaia si sono riniti anche a Philadelphia, Boston e Portland, in Oregon, e sono in programma proteste a San Francisco e Los in California.Ad Austin, in Texas, erano circa 400 le persone scese in strada in un corteo anti-Trump.
Gli appelli all’unita’ del presidente Barack Obama e della candidata sconfitta, la democratica Hillary Clinton, non sono bastati a fermare le proteste di piazza, esplose ieri in numerose citta’ degli Usa per contestare la clamorosa elezione alla Casa Bianca del repubblicano Donald Trump. Si e’ trattato per lo piu’ di proteste pacifiche. Nelle citta’ piu’ grandi come New York, Chicago, San Francisco e Los Angeles ai cortei hanno partecipato alcune migliaia di persone. Contro “il razzismo, la misoginia, le xenofobia, l’islamofobia…”, recitavano cartelli sventolati davanti alla Trump Tower di Manhattan, nella Grande Mela, dove almeno quattro persone sono state arrestate. “Lei ha ottenuto piu’ voti”, urlavano alcuni manifestanti, riferendosi alla vittoria popolare della Clinton che non e’ pero’ riuscita ad ottenere la maggioranza dei 538 grandi elettori necessaria per vincere la Casa Bianca. “Sono molto preoccupato per quello che succedera’ nei prossimi quattro anni”, ha dichiarato una donna fasciata in una bandiera messicana, davanti alla Trump Tower di Chicago. “Non posso credere di essere qui a manifestare per i diritti civili”, ha osservato una studentessa di colore a Berkeley, in California. “Lui e’ stato eletto ma la lotta non e’ finita – ha spiegato – i miei antenati non hanno mai smesso di lottare e io non mi fermero'”. Simili slogan s Seattle, Okland, Filadelfia e Washington Dc: “Non siamo l’America di Trump” o “no es mi presidente”, con un chiaro rifermento alle preannunciate politiche anti-immigrati. Ma il dato e’ tratto ed oggi prendera’ formalmente il via il processo di transizione. Alle 11 Trump sara’ ricevuto da Obama nello Studio Ovale mentre la moglie, Melania, sara’ accolta nelle residenza privata della Casa Bianca dalla first lady uscente, Michelle Obama.
HILLARY CONCEDE VITTORIA: DOBBIAMO A TRUMP UNA CHANCE “Dobbiamo accettare questo risultato…Donald Trump sara’ il nostro presidente. Gli dobbiamo una mentalita’ aperta ad una chance”. Cosi’ Hillary Clinton, visibilmente provata all’indomani della pesante disfatta. Ha incoraggiato le donne a non arrendersi per rompere quel “soffitto di cristallo”, cosi’ come sperava di fare lei. Per non alimentare tensioni, si e’ guardata dal menzionare la sua vittoria popolare. In termini di consenso da parte dei singoli cittadini, l’ex first lady ha ottenuto il 47,7% contro il 47,5% del rivale, pari a circa 200.000 voti in piu’, anche se si tratta ancora di dati in evoluzione. E’ la quarta volta che un presidente americano non viene eletto pur ottenendo il maggior numero dei voti popolari. E’ l’effetto dell’elezione indiretta. Nel 2000 il repubblicano George W. Bush ebbe la meglio sul democratico Al Gore per 5 grandi elettori ma perse nel voto popolare per oltre mezzo milione di voti.
TRUMP APPREZZA: RISPOSTA HILLARY “VERAMENTE DI CLASSE” “Un intervento davvero di classe…un passo importante per riunire il Paese”. Cosi’ il portavoce della campagna di Trump, Jason Miller, via Twitter, commentando il discorso della sconfitta di Hillary.