‘I danni al patrimonio abitativo, economico, culturale e religioso sono impressionanti. Questi borghi sono l’identita’ italiana: dovremo ricostruirli tutti, presto e bene’, ha scritto il premier nella sua newsletter. ‘Adesso la priorita’ e’ restituire un briciolo di tranquillita’ alle popolazioni’. Oggi pomeriggio il Cdm, a cui prenderanno parte anche Errani, Curcio e i presidenti delle Regioni colpite dal terremoto. Il portavoce del governo tedesco, rispondendo ad una domanda su possibili deroghe nel calcolo del deficit italiano ha affermato che ‘decide l’Ue’. ‘Il patto di stabilita’ ha molta flessibilita’ – ha aggiunto – che puo’ e deve essere utilizzata intelligentemente’. E, rivolto all’Italia ha aggiunto, ‘siamo al vostro fianco’.
“Il terremoto più forte dai tempi dell’Irpinia, dal 1980, ha devastato il cuore della nostra Penisola. Non ci sono morti, stavolta. E questa notizia ci dà enorme sollievo. Ma i danni al patrimonio abitativo, economico, culturale e religioso sono impressionanti. Questi borghi sono l’identità italiana: dovremo ricostruirli tutti, presto e bene. Lo faremo perché noi – tutti noi – siamo l’Italia”. Lo dice il premier Matteo RENZI, nella sua enews, spiegando che “adesso la priorità è restituire un briciolo di tranquillità alle popolazioni. E farlo è un’impresa difficilissima. Del resto chiunque abbia anche solo sentito la scossa di domenica mattina a distanza di centinaia di chilometri dall’epicentro potrà comprendere il dolore di chi vive in quelle zone. Chi ha vissuto un grande spavento da lontano, può solo immaginare il terrore che ha attraversato persone che da due mesi con le scosse ci convivono quotidianamente”.
Secondo RENZI “le cose da fare sono difficili, ma chiare. Primo, mettere in sicurezza. Non possiamo avere le tende per qualche mese in montagna, sotto la neve. Gli alberghi ci sono, per tutti. Ma molti dei nostri connazionali non vogliono lasciare quelle terre nemmeno per qualche settimana. Dunque dovremo gestire al meglio questa prima fase, l’emergenza. Poi la ricostruzione. A regola d’arte. Con il controllo dell’opinione pubblica e di tutti i cittadini. Non va sprecato nemmeno un centesimo e dobbiamo dimostrare chi siamo: persone che – a differenza di alcune vicende del passato – sanno fare opere pubbliche senza sprechi e senza ladri. Infine, il Piano Casa Italia. Un piano strategico per il futuro dei nostri figli e dei nostri nipoti. Non solo l’emergenza, non solo la ricostruzione: ma – finalmente – la prevenzione. Il lavoro è già partito ma richiederà anni, “un paio di generazioni” come ci ha spiegato Renzo Piano illustrandone i concetti”.