Il premier Renzi ribadisce a Rtl 102.5 che in caso di vittoria del No al referendum non sara’ disponibile a governi di scopo o tecnici, e sottolinea che o si cambia oppure se c’e’ chi vuole fare ‘strani pasticci’, lui non ci stara’: ‘il governo tecnico l’abbiamo avuto piu’ volte e sono salite le tasse’; e sottolinea di non voler restare abbarbicato alla poltrona. Poi invita gli italiani a ‘non farsi fregare dai politici, che cercano un pretesto per conservare i privilegi che hanno sempre avuto’. Ed insiste nel chiedere un confronto con Berlusconi e Grillo. E comunque vada a finire, l’Italicum cambiera’.
“Quando smettero’ di fare il presidente del Consiglio, che sia domani o tra 5 anni, mi inchinero’ alla bandiera italiana e diro’ grazie per l’onore che ho avuto di servire il Paese. Non faro’ come altri che hanno messo il broncio”. Lo dice il premier Matteo Renzi a Rtl 102.5. “Ho visto persone che votano No al referendum solo perche’ non hanno avuto una poltrona di consolazione. Se li avessi accontentati oggi sarebbero i principali campioni del Si'”. Un riferimento a D’Alema, osservano i conduttori? “E non solo”, replica Renzi. Quanto all’ipotesi di vittoria del No al referendum, afferma: “Se devono galleggiare se ne prendono altri…sai quanti ne trovano migliori di me?”. “Quei politici che fanno finta di avere tutti pregi e basta, e sono terrorizzati di una vita fuori dalla politica, non li capisco. Poi quando Minoli mi chiede se tra i miei difetti c’e’ l’essere cattivo, rispondo che potrei essere un po’ piu’ buono…”, afferma il presidente del Consiglio.
“Se i cittadini dicono ‘No’ e vogliono un sistema che e’ quello decrepito che non funziona, io non posso essere quello che si mette d’accordo con gli altri partiti per fare un Governo di scopo o un governicchio”, ribadisce il presidente del Consiglio parlando degli scenari post referendum. “O si cambia oppure, se vogliono galleggiare, ne trovano altri, si resta con i soliti. Se qualcuno vuole fare strani pasticci il giorno dopo il referendum li fa senza di me”, aggiunge il premier.
“Con il rispetto che si deve a Berlusconi, non so dare una spiegazione alla sua dichiarazione su di me; a volte dice che sono un pericoloso dittatore e ora che sono un leader”, ha detto il presidente del Consiglio. “Berlusconi e’ stato sempre d’accordo sulla riforma, poi per motivi politici ha cambiato idea, ricordiamo la vicenda dell’elezione del Capo dello Stato. Ma chi in passato ha votato Forza Italia, fa fatica a motivare il No a questa riforma che non sia motivato contro il governo in carica”, ha aggiunto il premier.
La minoranza Pd? “Questo non e’ il congresso, ne parliamo il 5 dicembre”, dice il premier. “Ho grande rispetto per il passato del mio partito, per Bersani, D’Alema… Ma vorrei evitare di parlare delle polemiche sulla vecchia classe dirigente che magari diventera’ la nuova. Questa riforma riguarda il futuro dei miei figli”, aggiunge.
“Se questo referendum costituzionale passa, certe battaglie storiche dei Cinque stelle diventano legge costituzionale ma i Cinque stelle dicono No solo per mandare a casa il governo”. E aggiunge: “Era d’accordo anche la Cgil sul superamento del bicameralismo paritario, c’e’ un documento del 2014 della Camusso che sembra esattamente la riforma”.