“Coltiviamo la fiducia di poter trovare in vita le persone che risultano ancora disperse. Le squadre di soccorso stanno compiendo un lavoro straordinario. I Vigili del fuoco lavorano in condizioni di rischio ma il ritrovamento compensa ogni fatica”. Lo ha dichiarato il viceministro degli Interni Filippo Bubbico parlando dal centro di coordinamento dei soccorsi di Penne. “Anche quando il quadro appariva tragico e il pessimismo dominava, tutti i soccorritori hanno agito con grande entusiasmo, dal soccorso alpino, ai vigili del fuoco, alla Protezione vivile, Il sistema si e’ mosso in maniera coordinata e in parallelo bisogna ricordare che altri uomini lavorano ne territori toccati dal terremoto e dal maltempo per portare ristoro. Io penso che si sia fatto un grande lavoro per affermare la cultura di soccorso”.
“Sono 135 gli uomini in campo in questo scenario operativo, uno scenario molto complesso che stiamo valutando anche per la sua pericolosità. Sono infatti al lavoro anche esperti di valanghe per capire meglio quanto quella sia una situazione di rischio per gli operatori, che comunque non si stanno risparmiando”. A fare il punto sui soccorsi all’hotel Rigopiano è stata Titti Postiglione, direttrice dell’Ufficio emergenze della Protezione civile, in conferenza stampa alla Dicomac di Rieti. “Questa notte l’attività è stata finalizzata anche a consentire una viabilità migliore per raggiungere l’area, attraverso l’allargamento della carreggiata – ha ricordato – L’Anas e le forze armate stanno lavorando ancora perché tutti i tratti della viabilità siano più larghi e consentano una migliore transitabilità”.
“E’ in corso un impegno massivo di tutte le centrali operative, con un coordinamento da Torino che sta assicurando l’invio di colonne mobili del soccorso. Ci siamo attivati immediatamente, con una risposta appropriata per volumi di mezzi impiegati”. Lo afferma Mario Balzanelli, presidente eletto della Societa’ Sistema 118, commentando la situazione in Abruzzo. “Voglio sottolineare che le responsabilita’ sulla rete viaria non dipendono dai sanitari, ma dagli enti locali – aggiunge Balzanelli -. La difficolta’ risiede nel metodo, si deve imporre, sul piano della prevenzione, in periodi in fasce di rischio o di preallerta delle prefetture, un dispiegamento preventivo di forze per affrontare l’emergenza neve. Mi riferisco allo spargimento di sale e alla disponibilita’ di spalaneve, senza i quali i mezzi di soccorso si trovano su piste ghiacciate o davanti a muri di neve che determinano l’isolamento di piccoli comuni. Non deve piu’ accadere, non e’ concepibile che in aree turistiche si venga presi di infilata non garantendo le condizioni di viabilita’ che in questi casi hanno l’obiettivo di consentire l’accesso dei soccorsisanitari, non garantirli vuol dire rendere inefficaci tutti i soccorsi dove non si riesce ad arrivare con l’elicottero”.