Arriva da Salvatore Tutino il terzo no al posto di assessore al Bilancio della Giunta Raggi. ‘Manca copertura politica’, dice. La sindaca assicura: ‘Il nuovo nome arrivera’ presto’. Grillo chiede al M5s il silenzio stampa su Roma. Raggi attacca dopo il No ai Giochi: ‘Spero che nessuno voglia fare di questa scelta un ricatto’ sui soldi promessi alla citta’. Immediata la risposta del governo: ‘Non bleffi, i soldi per le Olimpiadi andranno a Parigi o Los Angeles. Raggi venga a Palazzo Chigi e le spieghiamo come funziona un bilancio pubblico’. Intanto, la Procura di Roma archivia l’inchiesta per le consulenze alla Asl di Civitavecchia. Lei: ‘Era solo fango’.
‘Mi tiro indietro, sono da 20 giorni sulla graticola’ e ‘lascio per il clima che c’e’ all’interno del partito che dovrebbe sostenere la Giunta di Roma’. Salvatore Tutino, da molti indicato come candidato all’assessorato al Bilancio del Comune di Roma, spiega: ‘Ci sono fatti legati a beghe politiche, in un contesto in cui tutti sono in grado di parlare e di sostenere falsita”. Il sindaco, dal canto suo, torna sulle Olimpiadi: ‘Il no e’ legato ai costi che la Capitale non puo’ permettersi, e non ai timori di corruzione’.
“Era una delle persone che stavamo esaminando, ma il nome arrivera’ presto”. Cosi’ la sindaca di Roma Virginia Raggi, lasciando il Campidoglio prima di recarsi in audizione al Senato ha commentato l’indisponibilita’ di Salvatore Tutino a ricoprire l’incarico di assessore capitolino al Bilancio.
Nuova grana per la giunta guidata da Virginia Raggi, ancora ‘orfana’ dell’assessore al Bilancio dopo le dimissioni di Marcello Minenna. Quando la nomina del consigliere della Corte dei Conti Salvatore Tutino sembrava ormai solo questione di ore, la doccia fredda: lo stesso Tutino, come annunciato all’Adnkronos, ha ritirato la sua disponibilità dopo le polemiche e le accuse di far parte della ‘casta’ mosse da alcuni esponenti grillini. E a questo punto sono già due i nomi degli assessori al Bilancio ‘in pectore’ sfumati a un passo dall’atteso ingresso nella squadra capitolina. Prima di Tutino è stato il turno infatti dell’ex procuratore regionale della Corte dei Conti del Lazio Raffaele De Dominicis. Inizialmente Raggi stessa lo aveva indicato come ‘papabile’: “E’ una figura di primissimo piano e ha sempre combattuto per la legalità e la trasparenza”, aveva affermato, salvo poi affossare la nomina. “In base ai requisiti previsti dal M5s non può più assumere l’incarico”, ha spiegato la sindaca dopo la notizia di un’indagine a carico dell’ex magistrato contabile per abuso d’ufficio.
Il primo caso di assessore ‘fatto fuori’ ancor prima dell’ingresso, ufficiale, al Campidoglio è però quello di Andrea Lo Cicero. Ex rugbista, era stato annunciato nella squadra della Raggi, alla vigilia del ballottaggio, per ricoprire il ruolo di assessore allo Sport. La sua designazione aveva scatenato subito qualche polemica, finendo nel mirino delle associazioni gay che lo accusavano di linguaggio omofobo a causa di alcune sue vecchie dichiarazioni rilanciate sui social. Il rugbista è arrivato comunque a un passo da Palazzo Senatorio tanto da partecipare, il 6 luglio scorso, a una prima riunione ‘informale’ con la prima cittadina. “Io emozionato? Come un bimbo”, aveva risposto prima di partecipare all’incontro. Il giorno dopo però, quando la sindaca ha ufficializzato i nomi della giunta in assemblea capitolina, quello di Lo Cicero era ‘saltato’, ‘sacrificato’ presumibilmente per rispettare le ‘quote rosa’.
E se per settimane è apparsa in bilico l’assessore alla Sostenibilità ambientale Paola Muraro, la ‘maledizione’ delle nomine circolate, annunciate o assegnate e poi svanite d’un tratto si è abbattuta anche su ruoli più tecnici. Tra questi quello di Raffaele Marra, nominato inizialmente vice capo di gabinetto, ma finito ben presto al centro delle polemiche per un passato ‘macchiato’, secondo alcuni dei 5 stelle più ortodossi, dalle esperienze al fianco di precedenti amministrazioni. E’ così, dopo un aspro braccio di ferro, per Marra l’incarico è cambiato: Raggi lo ha ‘ricollocato’, nominandolo, temporaneamente, capo del personale.